Fish Dependence Day: ogni anno arriva in anticipo

Fish Dependence Day: ogni anno arriva in anticipo

Oggi i mari europei hanno esaurito le scorte di pesce e i consumatori cominciano idealmente ad approvvigionarsi in acque lontane. Il WWF denuncia la pesca eccessiva. L'Italia è ad alta dipendenza dall'estero

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14

Luglio
2016

13 luglio 2016: i consumatori europei hanno "esaurito le scorte" di pesce locale e cominciano a consumare quelle che provengono da oceani lontani, soprattutto dai Paesi in via di sviluppo.
Con questo dato il WWF segna sul calendario della non-sostenibilità il Fish Dependence Day in Europa.
I cittadini europei, segnala l'associazione ambientalista, consumano molto più di quello che i Paesi del vecchio continente pescano nelle proprie acque; e oltre la metà della domanda annuale di pesce proviene da acque non europee.

L'Italia è al settimo posto della top ten dei Paesi con la più alta dipendenza da prodotti di pesce da acque estere: il nostro Fish Dependence Day nazionale in realtà si è celebrato lo scorso 3 aprile. La prima a superare la soglia è l'Austria (19 gennaio), seguita da Slovenia e Slovacchia (5 febbraio), Romania (22 febbraio), Belgio (23 febbraio), Lituania (3 marzo), Portogallo (20 aprile), Germania (2 maggio), Spagna (10 maggio).

In media, ogni cittadino europeo consuma 23 kg di pesce all'anno. Secondo dati FAO, con una media di consumo di pesce di 25,4 kg pro capite all'anno, l'Italia si posiziona al decimo posto in Europa.

Negli ultimi tre decenni, il Fish Dependence Day europeo è stato anticipato di anno in anno: trenta anni fa, l'Europa era in grado di soddisfare la domanda di pesce pescandolo in acque europee fino a ottobre.

Secondo gli ultimi dati FAO, addirittura il 31% di stock ittici nel mondo sono sovrasfruttati, il 58 % sono utilizzati al limite dei propri limiti biologici e solo l'11% degli stock ittici sono pescati con moderazione.
"La lotta alla pesca eccessiva non ha avuto un grande impatto finora. La salute del mare è a rischio: è necessario un cambio drastico per raggiungere una politica corretta e sostenibile di pesca" ha commentato Marco Costantini, Fisheries Project Manager del Wwf Programma Mediterraneo.


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