FIPE e Slow Food: un'alleanza per la filiera alimentare

FIPE e Slow Food: un'alleanza per la filiera alimentare

Tre i pilastri del cambiamento di un settore che vale 90 miliardi di euro: educazione, qualità, sostenibilità, turismo Slow

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

20

Settembre
2021

Nella giornata inaugurale di Cheese 2021 (Bra, 17-20 settembre) la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Slow Food hanno ideato e sottoscritto un’alleanza strategica per la ripartenza del settore. La pandemia ha segnato sia il mondo della piccola produzione agricola e alimentare sia i pubblici esercizi e, ora che la fase più critica sembra superata, questi comparti devono decidere dove orientare energie, investimenti e sforzi per non tornare al pre pandemia, ma migliorare connessioni e risultati. È in questa ottica che FIPE e Slow Food Italia hanno lavorato negli ultimi mesi per giungere alla definizione del protocollo di intesa che è stato firmato a Bra: "Abbiamo scelto questo giorno anche per la sua valenza simbolica: l’edizione 2021 di Cheese è un momento importante di ripartenza e rigenerazione e l’evento è sempre stato un terreno di incontro e confronto tra chi il cibo, in questo caso il formaggio, lo produce e chi lo somministra" ha dichiarato Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia.

"La ristorazione rappresenta il terminale più importante della filiera agroalimentare italiana - ha aggiunto Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-Confcommercio -. Un sistema in grado di generare un valore aggiunto di circa 90 miliardi di euro l’anno, che oggi si trova ad una svolta. Numerosi studi evidenziano che le famiglie italiane prestano sempre maggior attenzione alla qualità dell’offerta enogastronomica: i consumatori chiedono garanzie sulla sostenibilità sociale e ambientale della nostra filiera produttiva e distributiva, vogliono sapere la provenienza dei prodotti che proponiamo, le storie e le origini dei piatti che somministriamo. Essere in grado di riscontrare queste aspettative, significa migliorare la nostra funzione e far fare all’intero settore un salto di qualità".

Il Protocollo d'intesa

Il documento sottoscritto afferma come risulti "sempre più urgente sviluppare progettualità tese alla tutela e promozione della qualità e unicità del territorio italiano, in cui tutta la filiera agroalimentare, dalle materie prime, passando dal processo di trasformazione del prodotto, fino alla sua vendita, possa essere tracciabile, sicura ed eco-sostenibile. In questo senso, il mondo dei pubblici esercizi è intrinsecamente connesso con la promozione sociale della dignità culturale delle tematiche legate al cibo, al vino e altre bevande, all'alimentazione e alle scienze gastronomiche nel loro complesso." Su queste basi, FIPE e Slow Food si dichiarano:

"convinte della necessità di avviare una collaborazione per incentivare il rilancio economico del Paese partendo da tre pilastri fondamentali: educazione e formazione; qualità, tracciabilità ed eco-sostenibilità della filiera agroalimentare; turismo Slow".

Il protocollo ha indubitabilmente un grandissimo potenziale: da un lato c’è la storia di Slow Food, 35 anni di impegno per salvaguardare la biodiversità, rilanciare le piccole produzioni a rischio di estinzione, promuovere la ristorazione di qualità, educare i consumatori, disegnare e sostenere modelli alimentari buoni, puliti e giusti; dall’altro lato ci sono i numeri di FIPE, una realtà che muove un pezzo importante dell’economia italiana.
"Se i pubblici esercizi faranno un passo verso le istanze care a Slow Food -  ha spiegato Nappini - tutto il comparto agricolo e alimentare del Paese potrà fare un balzo in avanti. Con grandi benefici per tutta la collettività. Vogliamo essere il fermento che innesca questa lievitazione."
"FIPE-Confcommercio - ha concluso Stoppani - da anni si batte contro lo spreco alimentare. Siamo stati precursori in questo ambito e abbiamo attivato un meccanismo virtuoso in molti dei locali a noi affiliati, che ha subito una battuta d’arresto a causa della pandemia. Oggi però vogliamo riprendere questo percorso, provando a fare un ulteriore passo in avanti".
La prima attività che dà concretezza al protocollo è l’inserimento dei corsi Slow Food all’interno del catalogo formativo della FIPE Business School. A questa iniziativa seguiranno altre attività che verranno definite già a partire dalle prossime settimane.

Nella foto: Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia e Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-Confcommercio.


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