Filiera sostenibile? Sì con agricoltura bio, zero sprechi, meno carne

Filiera sostenibile? Sì con agricoltura bio, zero sprechi, meno carne

Uno studio dell'Istituto di Ricerca Svizzero sull'Agricoltura Bio dimostra quali siano le scelte da fare a livello planetario per avere, in futuro, cibo a sufficienza senza erodere le risorse del nostro pianeta. E i cambiamenti climatici?

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15

Novembre
2017

L'agricoltura bio potrebbe contribuire a un sistema alimentare globale sostenibile: potrebbe riuscire a sfamare tutti sulla Terra, oltre che essere più salutare e in grado di ridurre le emissioni di gas serra.
L'orizzonte è possibile ma solo se l'agricoltura biologica sarà combinata con altre misure, in primis la riduzione del consumo di carne e degli sprechi alimentari. A questa conclusione arriva uno studio guidato dall'Istituto di ricerca svizzero sull'agricoltura bio (FiBL) e pubblicato sulla rivista Nature: Strategies for feeding the world more sustainably with organic agriculture.

Gli scienziati hanno simulato una serie di possibili scenari relativi al 2050, orizzonte entro il quale la Fao stima per l'agricoltura un necessario aumento del 50% della produzione per sfamare oltre 9 miliardi di persone.
Se il mondo si convertisse all'agricoltura bio ma le persone continuassero a mangiare hamburger e a buttare le patate fritte avanzate nella spazzatura, allora gli agricoltori avrebbero bisogno del 33% in più di suolo per soddisfare la domanda alimentare globale. Un'opzione quasi impossibile, sottolinea uno degli autori dello studio Christian Schader in un'intervista al sito Seeker.

Se invece le persone riducessero della metà il cibo sprecato e convertissero tutti i terreni usati per gli allevamenti in colture per sfamare persone, aggiunge, ci sarebbe bisogno del 18% in meno di suolo per riuscire a produrre cibo per tutti. In quel caso le proteine di origine animale mangiate dall'uomo dovrebbero diminuire dal 38% all'11%. Questi due scenari, prosegue Schader, non tengono conto di un convitato di pietra: il cambiamento climatico. Nel caso in cui inondazioni, tempeste o altri eventi estremi distruggessero le colture secondo le proiezioni più pessimistiche l'uomo comunque non avrebbe altra scelta se non ridurre il consumo di carne e gli sprechi.


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