Filiera alimentare: pari dignità alle donne

Filiera alimentare: pari dignità alle donne

Con l'avvicinarsi del G20, il Governo italiano mette a fuoco le priorità: non solo la sostenibilità ambientale, ma anche quella di genere per rivoluzionare il settore alimentare

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

15

Settembre
2020

Il 21 e 22 novembre si svolgerà a Riyadh, la capitale dell'Arabia Saudita, la riunione del Gruppo dei 20 Paesi più industrializzati e sarà l'Italia a presiederla. La Ministra delle Politiche agricole e Alimentari Teresa Bellanova ha chiarito il proposito italiano: "fare in modo che il percorso che ci porterà fino al Vertice dei Capi di Stato e di Governo di Roma nel 2021 valorizzi anche il contributo determinante dell'agroalimentare nello sforzo di ripresa delle nostre economie, e alla loro trasformazione nel senso di una sempre maggiore resilienza verso future crisi globali".

L'intervento della Bellanova alla Ministeriale G20 dell'Agricoltura, svoltosi in videoconferenza sotto la Presidenza Saudita, si è soffermato quindi su centralità dei sistemi alimentari, sostenibilità, resilienza, inclusione, lotta agli sprechi e alle eccedenze.
"L'economia - ha detto Bellanova - potrà ripartire soltanto se siamo in grado di fare scelte coraggiose e selettive. Io credo che gli investimenti sui sistemi agroalimentari debbano puntare sulla sostenibilità e sulla resilienza per innescare quei processi virtuosi di cui c'è più bisogno, come ha dimostrato proprio la pandemia".

Ma il Tavolo G20 offre soprattutto la possibilità di condividere una visione di agricolture sostenibili capace di tenere conto delle diversità tra sistemi produttivi e di includere i più fragili: il riferimento è alla posizione delle donne che operano nel settore, che non sempre hanno pari diritti rispetto agli uomini. "Dobbiamo unire le nostre forze perché venga assicurato un lavoro dignitoso a ogni attore della filiera agroalimentare. La sfida - ha sottolineato con forza la Ministra Bellanova - è riuscire ad immaginare una strategia politica che consenta a tutti noi di sviluppare nel proprio Paese un sistema agroalimentare che sia sostenibile e coerente con la storia e la cultura del Paese, la geografia del territorio, fornisca la giusta remunerazione a tutti gli attori della filiera e contribuisca allo sviluppo rurale delle aree più marginali. Con l'ausilio di scienza e tecnologia, che ci possono aiutare sia per modernizzare ulteriormente le nostre agricolture sia per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari, utilizzando le eccedenze e riutilizzando gli scarti".


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