Felicità? Un piatto di pasta

Felicità? Un piatto di pasta

La pasta aiuta a dormire, rende felici e fa dimagrire. Cinque consigli per mangiarla correttamente. Intanto gli italiani non si fanno pregare: da inizio anno, su Just Eat ne hanno ordinati 15mila chilogrammi

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25

Ottobre
2017

Non vi è modo migliore di celebrare il Pasta Day se non quello di mangiarne un bel piatto. Ma non basta, c'è chi vuol far tabula rasa dei falsi miti legati a questo alimento: non è vero che non si può mangiare la sera, non è vero che fa ingrassare. Stimola la tiroide e fa bene anche all'umore. La bella notizia arriva dall'endocrinologa e nutrizionista Serena Missori che dà cinque consigli per concedersi il piacere gastronomico che in molti guardano come un nemico giurato della linea.

Secondo la dietologa, è opportuno prediligere la pasta di grano duro, meglio se trafilata al bronzo e anche integrale. Meglio ancora gli spaghetti che hanno l'indice glicemico inferiore e sono adatti anche ai diabetici e a chi deve perdere peso. Vietata la pasta scotta: deve invece essere assolutamente al dente perché dà più sazietà e ha un indice glicemico più basso. Se capita di distrarsi, si può raffreddare sotto un getto d'acqua corrente.

Sì a una bella spaghettata saltata in padella con olio extravergine d'oliva e spezie, ma accompagnamola anche con della verdura amara: l'associazione stimola la tiroide e riduce la ritenzione idrica.

La pastasciutta può essere consumata anche di sera, soprattutto in caso di stress, insonnia, durante la menopausa e o nella sindrome premestruale. Questo perché la pasta favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina facendo assorbire maggiormente il triptofano e quindi fa rilassare e favorisce il sonno. Se ci rilassiamo si riducono gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, che favoriscono l'aumento di peso. Il biotipo nervoso cerebrale può concedersi una bella spaghettata a ogni pasto, il biotipo linfatico che deve perdere peso è meglio che non la mangi proprio tutte le sere, il biotipo bilioso e sanguigno, con moderazione e associando la pasta al consumo di verdure, può mangiarla sempre.
Per chi è celiaco o sensibile al glutine, ha la permeabilità intestinale, o soffre di colite o di malattie infiammatorie intestinali, via libera alla pasta di riso integrale, di quinoa e di grano saraceno, sempre con l'accortezza di consumarla al dente e associata a delle verdure amare, prima o dopo il pasto. 

Una volta chiariti gli aspetti nutrizionali della pasta, possiamo concenderci una sbirciata ai dati che ha reso noti Just Eat, big dei pasti a domicilio, sempre in occasione del World Pasta Day: 15mila chili di pasta ordinati a domicilio in Italia nel 2017, per un +70% di richieste rispetto al 2016.
Dal sondaggio su 14.000 utenti in 13 città italiane emerge anche che la lasagna è il piatto di pasta più ordinato a livello nazionale, seguita dalla carbonara e, a maggior distanza, dalle tagliatelle al ragù.
Bologna è la città che ordina più pasta in Italia davanti a Roma e Milano. Dei 15.000 kg ordinati domicilio in un anno in Italia, il 22% proviene da Bologna, con 3.400 kg ordinati a domicilio e la preferenza che va alle tagliatelle al ragù.
Al secondo posto troviamo gramigna e salciccia e panna e poi spaghetti alla carbonara.
Segue Roma con il 20% e 3.100kg tra cui regna sovrana la lasagna al ragù davanti ai mezzi paccheri alla gricia e quelli all'amatriciana.
Ma anche al nord le città hanno un impatto importante sul totale della pasta ordinata: Milano e Torino pesano entrambe il 9%, con 1.400 kg ciascuna, e, tra le preferite, lasagne, tagliatelle al ragù e penne all'arrabbiata per la prima; tortellini alla panna, lasagna e tagliatelle al ragù per la seconda. Guardando invece al resto dello Stivale - prosegue Just Eat - troviamo delle preferenze assolute come lasagne al pesto a Genova, i tortelli al basilico a Firenze, spaghetti allo scoglio a Pisa, fettuccine alle vongole veraci a Palermo, orecchiette al ragù a Bari.

A confermare questo trend ci pensano anche i tanti ristoranti a domicilio che negli ultimi due anni sono nati in diverse città italiane e che puntano proprio sulle consegne a domicilio, con pochissimi posti in sala.


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