Export in Cina? Sì grazie!

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Potrebbe essere positivo per l'esportazioni italiane di vino lo stop cinese alle importazioni dagli Stati Uniti

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

03

Aprile
2018

Usa e Cina hanno intrapreso una querelle commerciale che potrebbe avvantaggiare le esportazioni di vino made in Italy nel gigante asiatico. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, su dati Istat, divulgata in occasione dell’entrata in vigore dei superdazi cinesi nei confronti di 128 articoli importati dagli Stati Uniti, tra i quali carne di maiale, vino e frutta, per un totale di 3 miliardi di dollari, in risposta alla “mossa protezionistica” decisa dal presidente Donald Trump su acciaio e alluminio.

Le esportazioni italiane di vino in Cina hanno raggiunto il massimo storico di oltre 130 milioni di euro nel 2017, grazie all’aumento del 29% del 2017.

Gli Stati Uniti - sottolinea Coldiretti - hanno esportato vino in Cina per un valore di 70 milioni di euro in crescita del 33% nel 2017 e si collocano al sesto posto nella lista dei maggiori fornitori, immediatamente dietro l’Italia.

La Cina è uno dei cinque Paesi che consumano più vino al mondo ed è primo se si considerano solo i rossi.

Un mercato dunque strategico per i viticoltori italiani, mentre per quanto riguarda la frutta fresca l’Italia può esportare al momento in Cina solo kiwi e agrumi.

Coldiretti si dice però preoccupata in quanto l’estendersi della guerra dei dazi ai prodotti agroalimentare apre scenari inediti e preoccupanti nel commercio mondiale anche con il rischio di anomali afflussi di prodotti sul mercato comunitario che potrebbero deprimere le quotazioni.

Per quanti volessero approfondire le peculiarità e i meccanismi del mercato cinese "In_formare - la qualità del cibo a convegno" ha in programma il 23-24 maggio l'intensivo "Cina: mercato, legislazione e procedure per l’esportazione del made in Italy alimentare".


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