Esportazioni: aumenta ancora l'agroalimentare

Esportazioni: aumenta ancora l'agroalimentare

I dati pubblicati dall’ISTAT confermano la ripresa dell'export in un anno particolarmente difficile per gli scambi a livello globale. Sale a 38,3 miliardi il valore dell'agroalimentare

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

17

Febbraio
2017

Il Ministero dello Sviluppo economico ha commentato i dati sulle esportazioni italiane dello scorso anno che hanno raggiunto il livello record di 417 miliardi, in crescita dell’1,1 rispetto al 2015. Anche il saldo commerciale fa registrare un nuovo massimo, toccando i 51,6 miliardi. È peraltro anche l’effetto di un parallelo calo delle importazioni (-1,4%, ma al netto dell’energia anche questo dato è in crescita dell’1,5%).

Quello messo a segno nel 2016, è un buon risultato frutto di andamenti contrastanti: se è in crescita l’export verso l’Unione (+3%), va annotato un calo di quello verso i mercati extra-UE. In crescita quasi del 10% le esportazioni verso il Giappone, mentre sul mercato cinese le nostre vendite riprendono a crescere, dopo la battuta d’arresto del 2015. Sempre in Asia, in calo l’export verso l’India. La complessa situazione geopolitica concorre a determinare la contrazione degli scambi con Russia e Turchia.

Ottime conferme anche dagli Stati Uniti, che fanno segnare un +2,6% dopo un biennio eccezionale (2014 e 2015 rispettivamente a +10 e +20%), il che conferma anche l’efficacia dell’attività promozionale svolta nel quadro del Piano Straordinario Made in Italy, che aveva inserito come target principale il mercato statunitense.

A livello settoriale, la crescita delle esportazioni nel 2016 è guidata dalla farmaceutica (+6,8%) e dai mezzi di trasporto (in particolare, gli autoveicoli a +6,3%), due settori che insieme rappresentano quasi il 16% del nostro export. Crescono anche altre componenti essenziali come l’industria alimentare (4,2%) e la filiera moda (+1,2%).

"Siamo fiduciosi per l’andamento dei nostri scambi con l’estero nei prossimi mesi - ha evidenziato il Sottosegretario Ivan Scalfarotto -. Anche le ultime previsioni della Commissione europea indicano una ripresa del commercio internazionali." "A tal fine il nostro Piano per la promozione del Made in Italy mobilita per il 2017 circa duecento milioni di euro di risorse pubbliche, cifra che sarà mantenuta a regime nei prossimi anni. Certo, tali sforzi promozionali dovranno avvenire in un contesto che non li vanifichi - ha concluso il Sottosegretario - Mi riferisco alle tendenze protezionistiche in aumento nel mondo, che devono essere contrastate dall’Italia e dall’Europa con una politica commerciale virtuosa".

Il settore agroalimentare

Per quanto riguarda la filiera food, il nostro Paese infila un nuovo record per le esportazioni, anche se permane il disavanzo commerciale. Lo scorso anno, tra prodotti dell’agricoltura, cibi e bevande, l’Italia ha esportato oltre 38,3 miliardi di euro facendo registrare una crescita da un anno del 4%.

L’analisi, degli ultimi dati del Commercio offerti dall’Ufficio studi della Cia-Agricoltori Italiani, sottolinea come circa i due terzi delle vendite estere (25,1 miliardi di euro), siano state realizzate all’interno del mercato comunitario. Anche nel 2016 - evidenzia la Cia - la Germania, con 6,7 miliardi di euro e una crescita media del 4%, si è confermata primo sbocco commerciale, seguita dalla Francia (4,2 miliardi di euro) che, in media, ha aumentato le sue importazioni dall'Italia del 5,5%.

Le esportazioni oltre manica, nonostante i timori e gli allarmismi per la "Brexit - puntualizza la Cia- sono valse oltre 3,2 miliardi di euro (+0,4% in media) collocando, anche nel 2016, il Regno Unito sul terzo gradino del podio tra i mercati di sbocco del made in Italy. Sulle tavole dei consumatori Usa, è giunto un decimo delle spedizioni italiane per un valore complessivo che ha superato i 3,8 miliardi di euro e che, per le produzioni alimentari, è aumentato nell’ultimo anno del 6%. Praticamente azzerato, invece, il mercato Russo dove sono stati venduti prodotti e cibi italiani per poco più di 420 milioni di euro. Sul fronte degli arrivi, nel 2016 l’Italia - prosegue l’analisi della Cia- ha importato circa 42,9 miliardi di euro tra prodotti dell’agricoltura e alimentari di cui oltre 30 provenienti dai Paesi dell’Unione Europea e più di 4 miliardi dai territori del Sud Est asiatico e del Mercosur (mercato dell’America latina). Pechino ha invece esportato verso l’Italia 637 milioni di euro con le vendite alimentari aumentate del 5,5%."
Questo scenario si è tradotto in un deficit commerciale superiore ai 4,5 miliardi di euro.


Condividi su: