Evviva VIVA, l’etichetta del Ministero dell’Ambiente per il vino sostenibile

Evviva VIVA, l’etichetta del Ministero dell’Ambiente per il vino sostenibile

Il progetto Sustainable Wine diventa concreto con le prime bottiglie che hanno adottato l’etichetta Viva e hanno così tracciato il loro impatto ambientale

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

08

Aprile
2014

Il progetto VIVA è stato avviato nel 2011 dal Ministero dell'Ambiente al fine di promuove la valutazione dell'impatto ambientale di uno dei comparti più importanti dell’agroalimentare italiano. In poche parole, VIVA permette di tracciare la sostenibilità della filiera vite-vino, attraverso uno strumento che fornisce al consumatore tutti i dati validati da un ente terzo certificatore e garantiti dal Ministero dell'Ambiente, rendendo conto, primo a livello mondiale, sia dei risultati attuali sia del percorso compiuto dall'azienda nel tempo. Le aziende per la prima volta avranno degli indicatori standardizzati, validati e riconosciuti su cui lavorare per migliorare la loro performance.

Corrado Clini, direttore generale del Ministero, ha così commentato l’importante fase del percorso di VIVA: "Questo progetto, che oggi giunge ad un primo qualificante risultato, è finalizzato a creare un modello produttivo che rispetti l'ambiente attraverso uno dei primi programmi concreti di sviluppo sostenibile, con l'obiettivo di conservare e tutelare la qualità e la produzione di vini italiani, e insieme preservare il territorio ed offrire opportunità di valorizzazione e di competitività dei prodotti italiani d'eccellenza sul mercato internazionale".

La sperimentazione del Ministero ha coinvolto nove aziende del settore (Castello Monte Vibiano Vecchio, F.lli Gancia & C, Marchesi Antinori, Masi Agricola, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Planeta, Tasca d'Almerita e Venica&Venica) scelte sulla base di criteri geografici e di prodotto, e tre enti di ricerca (Agroinnova, Centro di Competenza dell'Università di Torino; il Centro di Ricerca Opera per l'agricoltura sostenibile dell'Università Cattolica del Sacro Cuore; il Centro di Ricerca sulle Biomasse dell'Università degli Studi di Perugia).

Il progetto è in fase di espansione: anche Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Principi di Porcia, Vicobarone, Vinosia, Donnachiara, Cantine Riunite & CIV, Arnaldo Caprai, La Gioiosa hanno aderito a VIVA.
È la prima partnership che vede legati un ministero, aziende vitivinicole, enti di ricerca, università ed enti certificatori.

Attraverso VIVA si sottopone il processo produttivo a una valutazione dell'impronta ambientale dal campo al consumo grazie a quattro indicatori: Aria, Acqua, Territorio e Vigneto. I dati ottenuti, validati da parte di un ente terzo indipendente e riconosciuto, sono accessibili grazie all'etichetta del Ministero che rimanda con il suo QRcode ad una pagina web dedicata che contiene descrizione approfondita del prodotto, valori numerici e i grafici.
VIVA è già anche disponibile come applicazione per tutti i sistemi mobile.


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