EVO, prezzi in picchiata: -45%

EVO, prezzi in picchiata: -45%

L'aumento delle giacenze ha provocato un crollo del prezzo medio dell'olio extravergine di oliva. Confagricoltura chiede l'intervento del MiPAAF. Ma la filiera sconta anche un'arretratezza strutturale che significa bassa produttività

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

17

Febbraio
2020

Nella prima settimana di febbraio 2020 il prezzo medio dell'olio extravergine di oliva superava di poco i 3 euro a kg, con un calo superiore al 45% del prezzo dello stesso periodo dello scorso anno. Lo rileva Confagricoltura alla luce di una evoluzione progressiva degli stock di olio di oliva che, nei mesi passati, ha visto un aumento delle giacenze con forme di "contenimento" delle vendite.
"Questo fenomeno - commenta la confederazione agricola - ha depresso ulteriormente le quotazioni a fronte di una domanda comunque sostanzialmente stabile".

Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha inviato al ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova un documento in cui segnala con grande preoccupazione il calo generalizzato dei prezzi dell'olio d'oliva, chiedendo "interventi mirati per superare l'emergenza".
"Questa situazione congiunturale - dice ancora Giansanti - ha acuito la crisi di un settore che a livello nazionale è già in difficoltà per problemi strutturali. La nostra olivicoltura sconta un ritardo in innovazione e mostra costi di produzione molto più alti dei nostri competitor". Per questo Confagricoltura chiede di attivare immediatamente misure che diano risposta al mondo produttivo. Tra queste la revisione del meccanismo dello stoccaggio privato su base d'asta mensile, che - per Confagricoltura - "di fatto ha privilegiato soltanto le imprese spagnole".


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