Eurostat: le famiglie italiane spendono poco per gli alcolici

Eurostat: le famiglie italiane spendono poco per gli alcolici

Gli ultimi dati appena resi noti sono del 2017 e ci collocano al penultimo posto: solo gli spagnoli spendono meno di noi. I Paesi Baltici e dell'Est detengono il record degli acquisti di bottiglie

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07

Gennaio
2019

Le famiglie italiane sono le seconde in Europa per la spesa più bassa destinata agli alcolici, con lo 0,9% a pari merito con la Grecia, superate solo da quelle spagnole con 0,8%. Sono invece i Paesi Baltici e dell'Est quelli che spendono di più in consumi tra i 28 per le bevande alcoliche, con l'Estonia prima con 5,2%, seguita da Lettonia (4,9%) e Lituania (4%), e poi a seguire Polonia (3,5%), Repubblica ceca (3,3%) e Ungheria (3%).

I tedeschi si situano nella parte bassa della classifica, vicino agli italiani, con 1,4% insieme ad austriaci e portoghesi. I francesi, invece, sono in posizione intermedia con 1,8%.
Sono questi i numeri salienti che emergono dai dati Eurostat per il 2017.

Nel complesso gli europei hanno destinato in media l'1,6% della loro spesa per i consumi in alcolici, per un totale di oltre 310 miliardi di euro equivalenti allo 0,9% del PIL dell'Unione e a oltre 300 euro per abitante.
Queste cifre non includono le bevande alcoliche consumate in ristoranti e hotel.

La spesa delle famiglie italiane è rimasta invariata nell'arco dell'ultimo decennio (0,9% anche nel 2007), sostanzialmente in linea con la media UE che ha visto solo un leggerissimo aumento dello 0,1%, dall'1,5% all'1,6%.

Grecia e Spagna hanno anche loro registrato una crescita simile (rispettivamente +0,2% e +0,1%). Ugualmente stabile la spesa dei tedeschi, mentre i francesi marcano un +0,2%. I Paesi che nell'arco degli ultimi dieci anni hanno segnato gli aumenti maggiori sono la Romania (+0,4%, da 2,3% a 2,7%) e il Portogallo (+0,3%, da 1,1% a 1,4%).
Al contrario, c'è stato un netto calo di spesa in alcolici per le famiglie bulgare (-1,3%, da 3% da 1,7%), lituane (-0,7%, da 4,7% a 4%) e finlandesi (-0,5%, da 3,3% a 2,8%).


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