Etichettatura, tracciabilità, Covid, solfiti: le ultime dai NAS

Etichettatura, tracciabilità, Covid, solfiti: le ultime dai NAS

Sequestri e sanzioni a Milano, Firenze, Pescara, Cagliari. A Bra, in Piemonte, tre arresti

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

20

Febbraio
2021

Solfiti nelle salsicce: reiterazione del reato e arresto

All’esito di articolate indagini svoltesi sotto la direzione della Procura della Repubblica di Asti, i militari del NAS di Torino hanno dato esecuzione a tre ordinanze di applicazione della misura cautelare personale degli arresti domiciliari, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Asti, nei confronti di tre titolari di altrettante macellerie di Bra, ritenuti responsabili di "adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari" e "vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine".
Le indagini sono state avviate a fine 2019 quando i militari dei NAS, all’esito di analisi di laboratorio, hanno rinvenuto la significativa presenza di solfiti, sostanza vietata, nei campioni di carne trita destinata alla produzione della salsiccia di Bra, prelevati presso alcune macellerie locali.
Nonostante le conseguenti denunce a piede libero, e l’applicazione della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale, già disposta nell’agosto scorso dal Tribunale di Asti, l’ulteriore attività di prelevamento dei campioni eseguita dai Carabinieri del NAS ha permesso di accertare la reiterazione dei reati da parte dei tre destinatari della misura cautelare. Il Tribunale di Asti, concordando con la richiesta formulata dal Procuratore Aggiunto della locale Procura della Repubblica Dott. Vincenzo Paone, che ha condiviso appieno le risultanze investigative dei militari di Torino, ha ritenuto la necessità di applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari al fine di scongiurare il pericolo di ripetizione del reato, particolarmente pericoloso per la salute pubblica.
L’utilizzo di solfiti nella Salsiccia di Bra, e più in generale nella carne trita di bovino, nonostante si tratti di una sostanza vietata dalla legge, è spesso impiegato per l’effetto conservante che la sostanza garantisce: pur non incidendo sul processo di ossidazione e putrefazione, è tuttavia in grado di mantenere a lungo il colore originario del prodotto, rendendolo commercialmente più appetibile soprattutto per la consumazione a crudo, come nello specifico caso della Salsiccia di Bra, un prodotto riconosciuto quale Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano la cui composizione è rigidamente definita da un apposito disciplinare di produzione controllato dal relativo Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione.
L’eccessiva concentrazione di solfiti può provocare anche gravi conseguenze sulla salute pubblica, dando origine a reazioni allergiche o a fenomeni di intolleranza qualora detti prodotti carnei siano assunti da individui sensibili o con ipersensibilità accertata o clinicamente e anamnesticamente sospetta ai solfiti.

Mancato rispetto di norme igieniche e protocolli anti Covid

Ancora controlli e ancora violazioni contestate dal NAS di Pescara nell’ambito dei servizi finalizzati a verificare l’attuazione dei protocolli anti-Covid presso gli esercizi di ristorazione. Ad essere ispezionato questa volta è toccato a un ristorante giapponese con formula all you can eat; i Carabinieri del NAS hanno trovato i locali dell'esercizio con carenze igienico-sanitarie per la presenza di sporco diffuso non rimosso da tempo, pile di piatti sporchi accatastati in terra e bidoni dei rifiuti privi di coperchi. Anche dal punto di vista strutturale i militari hanno constatato che i locali cucina erano sottodimensionati rispetto alla mole di lavoro. A peggiorare ulteriormente la situazione sono state le violazioni dei protocolli anti-Covid, per aver ospitato un numero di persone (110) superiore al massimo consentito, peraltro in tavoli distanziati tra loro meno di 1 metro e occupati da più di 4 persone. Il titolare dell’attività, un cittadino cinese, è stato segnalato all’Autorità Amministrativa.

Tavole calde e supermercati

Il NAS di Milano, nell’ambito dei controlli finalizzati alla verifica sulla corretta somministrazione dei prodotti alimentari, ha effettuato una ispezione presso una tavola calda scovando, all’interno di un deposito, un frigo congelatore a pozzetto in cui erano congelati un ingente quantitativo di prodotti alimentari in sacchetti per la spesa non idonei al contatto con gli alimenti e senza alcuna indicazione sulla tipologia del prodotto nè sulla data di congelamento; circa 200 kg di prodotti ittici e carnei rinvenuti, invasi da ghiaccio tanto da formare un unico blocco indivisibile, sono stati sottoposti a sequestro per i gravi rischi di contaminazione e per il conseguente pericolo per la salute dei consumatori. Il legale rappresentante dell’attività di somministrazione è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.

Anche i Carabinieri del NAS di Firenze, in un supermercato del posto, hanno sequestrato 40 kg di prodotti ittici e carnei in cattivo stato di conservazione poiché congelati senza involucro protettivo e a diretto contatto con il consistente strato di ghiaccio di cui erano ricoperte le pareti del frigocongelatore.
Ulteriori 130 confezioni di prodotti carnei e di bevande a base di latte sono state rinvenute e sottoposte a sequestro poiché prive di idonea documentazione attestante la tracciabilità. Il titolare del supermercato, un cittadino cinese, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e sanzionato per 1.500 euro.     

Sequestrati 608 forme di formaggio e 117 kg di pomodori secchi privi di rintracciabilità      

I Carabinieri NAS di Cagliari, nel corso dell’ordinaria attività ispettiva svolta presso uno stabilimento caseario del posto, hanno individuato una cella frigorifero collocata nel seminterrato dell’attività al cui interno sono stati rinvenuti 608 forme di formaggio dal peso di circa 3 kg ciascuna e 9 bidoni da 13 kg ciascuno di pomodori secchi. Tutti gli alimenti rinvenuti erano privi di qualsiasi riferimento e indicazione attestante la rintracciabilità dei prodotti o documentazione commerciale necessari ad accertarne l’origine e la provenienza. Inoltre, l’intera area seminterrata era interessata da precarie condizioni igieniche con presenza di residui di lavorazione non rimossi da tempo e di muffe sulle pareti per via della forte presenza di umidità.
Gli alimenti rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro e il titolare del caseificio è stato segnalato all’Autorità Sanitaria. 


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