Emissioni e consumo del suolo. Interviene il Ministro dell'Ambiente

Emissioni e consumo del suolo. Interviene il Ministro dell'Ambiente

Per Sergio Costa "la Legge sul consumo del suolo è una priorità del dicastero. Attenti anche alla tutela nelle aree protette”. Sulle emissioni auspica un superamento degli accordi di Parigi: "Bisogna essere più ambiziosi"

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27

Giugno
2018

Un Ministro dell'Ambiente che fa il Ministro dell'Ambiente. Pare essere questa una delle novità dello scenario politico italiano se si ascoltano gli interventi che negli ultimi giorni ha fatto il Ministro Sergio Costa su argomenti urgenti e delicati come l'acqua pubblica, la tutela idrogeologica, l'amianto, le rinnovabili, il consumo del suolo e l'inquinamento.

Il dissennato consumo del nostro territorio reclama una legge da tempo: è dal governo Monti, infatti, che l'Italia prova a darsi una normativa senza riuscirvi. L'ultimo tentativo è del maggio 2016, quando la Camera dei Deputati approvò il disegno di legge sul "Contenimento del consumo del suolo ed il riuso del suolo edificato" che doveva garantire gli obiettivi UE di azzeramento entro il 2050. Sergio Costa, il militare laureato in Scienze Agrarie che con le sue indagini portò alla luce la tragedia della Terra dei Fuochi, si è pronunciato su questo vuoto normativo intervenendo alla tavola rotonda su “Consumo del suolo e rigenerazione urbana”, organizzata dall’associazione TES (Transizione ecologica solidale) lo scorso 26 giugno a Roma: “Il mio dicastero si farà garante affinché la legge sul consumo di suolo proceda il più velocemente possibile: è una priorità del mio Ministero e sarà uno dei miei primi atti, per il quale confido nella collaborazione del Parlamento e delle forze politiche affinché finalmente possa venire approvata”.

“Oltre a consumo di suolo zero - ha osservato il Ministro - parliamo anche di spreco del suolo: saremo particolarmente attenti alla preservazione all’interno dei parchi e delle aree protette, in linea con le finalità di tutela ambientale”.
“Sono favorevole - ha aggiunto Costa - all'acquisizione al demanio dei manufatti abusivi. Mi piacerebbe che gli oneri di urbanizzazione di questi suoli non debbano confluire nelle spese ordinarie dei Comuni. Ritengo che dobbiamo cambiare il paradigma davvero e fino in fondo”.

Con riferimento alle emissioni in atmosfera, il Ministro, intervenendo a Lussemburgo durante la discussione sulla proposta di riduzione delle emissioni di auto e van fatta al Consiglio Ambiente dell’Unione Europea, ha affermato che “Dobbiamo raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi a cui abbiamo tutti aderito con convinzione. Su questo tema è necessaria una maggiore ambizione che renderebbe l’Unione Europea più forte e vitale”. “Per questo motivo - ha continuato il Ministro - l'obiettivo della riduzione al 15% prevista dalla Commissione al 2025 deve essere vincolante, con un ulteriore incremento al 2028 e obiettivo al 40% al 2030”. “Non dobbiamo essere ostili alle nuove tecnologie. Proponiamo una revisione al 2022 e non al 2024 e di eliminare il sistema premiale dei crediti che alla lunga incentiva a inquinare. Potremmo prevedere un sistema di premi -  ha concluso il ministro Costa - solo per chi supera gli obiettivi e un sistema di sanzioni previste per chi non raggiunge gli obiettivi di riduzione”.
Il problema dell’inquinamento deve essere affrontato anche con lo sblocco di “un fondo a rotazione dalla Cassa depositi e prestiti per acquistare autobus elettrici e dotarli delle necessarie infrastrutture di rifornimento” per ridurre lo smog nelle aree del Paese dove il problema è più sentito.

Al termine del Consiglio UE, il Ministro dell’Ambiente è anche intervenuto su uno dei problemi più devastanti per l'ambiente, l'onnipresenza della plastica, proponendone il divieto all’interno degli edifici pubblici. “Dobbiamo liberarci del mono-uso e dell’usa e getta e credo che le istituzioni siano le prime a dover dare il buon esempio”.


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