Efsa: secondo rapporto sulla antibiotico-resistenza

Efsa: secondo rapporto sulla antibiotico-resistenza

Efsa rilancia il monito ad evitare l’uso superfluo di antibiotici per influire sull’insorgere di resistenza

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28

Luglio
2017

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), l'Agenzia europea dei medicinali (EMA) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) hanno pubblicato il secondo rapporto relativo ai dati dell’uso di antibiotici e la loro correlazione con l’aumento di batteri resistenti.

La relazione conferma, rispetto al rapporto del 2015, il legame tra consumo di antibiotici e resistenza agli antibiotici, sia negli esseri umani sia negli animali destinati alla produzione alimentare ed evidenzia che nell’UE esistono ancora differenze notevoli circa l'uso di antibiotici negli animali e nell’uomo.

Complessivamente l'uso degli antibiotici è più frequente negli animali da produzione alimentare che nell’uomo, benché la situazione vari a seconda dei Paesi e del tipo di antibiotico.

Una classe di antibiotici chiamata polimixine - che comprende la colistina - è ampiamente utilizzata in ambito veterinario. Inoltre viene sempre più utilizzata negli ospedali per curare infezioni resistenti a più farmaci.

Altri antibiotici sono utilizzati più spesso nell’uomo che negli animali. Tra questi le cefalosporine e i quinoloni di terza e quarta generazione, antibiotici considerati di importanza primaria per la salute umana.

Il rapporto rileva che la resistenza ai quinoloni, utilizzati per curare la salmonellosi e la campilobatteriosi nell’uomo, è connessa all'avvenuto uso di antibiotici negli animali.

Le conclusioni sono in linea con quelle del primo rapporto del 2015. Tuttavia la disponibilità di dati di miglior qualità ha permesso un'analisi più sofisticata.

Gli esperti delle tre agenzie raccomandano di effettuare ulteriori ricerche per capire meglio come l'uso di antibiotici e la resistenza si influenzino a vicenda.

Per leggere il rapporto completo.


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