Ecco “Amaranta” il superfood toscano

Ecco “Amaranta” il superfood toscano

L'Università di Firenze ha messo a punto una varietà di amaranto adatta al clima e ai territori italiani: uno pseudocereale ricco di qualità nutritive e ideale per l’alimentazione dei celiaci

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19

Marzo
2015

"Amaranta" è una selezione di amaranto, uno pseudocereale tradizionalmente coltivato nelle regioni andine e centroamericane, mess a punto nelle campagne aretine, tenendo conto delle condizioni ambientali e climatiche della regione, da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente dell’Università di Firenze, coordinato da Paolo Casini, professore di Agronomia e coltivazioni erbacee. La ricerca è stata possibile grazie al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Per favorire la diffusione di questa pianta esotica, idonea per l’alimentazione dei celiaci e annoverata tra i superfood per le elevate qualità nutritive e nutraceutiche, gli studiosi hanno organizzato un appuntamento per il 31 marzo presso l'Aula Magna della Scuola di Agraria, alle ore 10, dal titolo "Coltivazione dell’amaranto in Toscana: messa a punto dello starting pack per gli agricoltori" rivolto agli operatori del settore i quali riceveranno gratuitamente una copia del volume Amaranto: manuale per la coltivazione, a cura di Paolo Casini e Felice La Rocca (edito da LoGosisma, Firenze 2015). Il testo illustra le caratteristiche della specie e tutte le fasi della coltura: semina, gestione delle infestanti, concimazione, raccolta e stoccaggio. Per incoraggiare gli agricoltori toscani i ricercatori del DISPAA distribuiranno anche un campione di seme sufficiente per una prova di coltivazione in pieno campo.

"Con questa iniziativa - spiega Paolo Casini - oltre a proporre agli agricoltori una valida alternativa colturale di sicuro interesse economico, ci auguriamo anche che le piccole e medie industrie italiane del settore possano convincersi ad utilizzare un prodotto nazionale invece di ricorrere all’importazione. Per quel che riguarda la ricerca punteremo adesso a ottenere con la quinoa, un altro dei superfood, i risultati che abbiamo raggiunto con l’amaranto proseguendo gli studi già avviati nel 1999".


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