DOC e DOCG, un'etichetta da 60 milioni di euro

DOC e DOCG, un'etichetta da 60 milioni di euro

A tanto ammontano per le imprese vitivinicole le spese annuali per le certificazioni. L'Unione Italiana Vini fa quattro proposte al MiPAAF per tagliarle del 15%

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28

Novembre
2017

Potrebbero ridursi del 15% i costi delle certificazioni dei vini DOC e DOCG, che i produttori italiani devono pagare ogni anno, vale a dire 47 milioni di euro cui vanno aggiunti altri circa 10 milioni di costi gestionali interni. Lo fa sapere Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, lanciando la proposta taglia-costi presentata alla filiera e al Ministero delle Politiche agricole, nell'ambito del confronto in atto sui decreti attuativi del Testo Unico.

Secondo l'UIV l'attuale sistema è da rivedere anche perchè introduce gravi squilibri nella concorrenza tra le aziende: i costi obbligatori, infatti, presentano forti oscillazioni da zona a zona, aumentando da 10 a 30 volte. I quattro punti cardine della proposta dell'Unione si focalizzano su:

  • dematerializzazione,
  • sistemi alternativi di tracciabilità,
  • uniformità dei costi a livello nazionale,
  • semplificazione delle procedure per le piccole DOC.

''Il sistema dei controlli e della certificazione delle denominazioni è un punto di forza del nostro vino ma vogliamo che funzioni meglio - precisa Abbona - crediamo che le nostre proposte per razionalizzare e ottimizzare la macchina della certificazione porterebbero più efficacia nel monitoraggio della tracciabilità e nei controlli, abbattendo in maniera considerevole i costi, interni ed esterni, a carico delle aziende''.
A questo proposito l'UIV ricorda che i costi ispettivo-documentali e le fascette rappresentano l'80% delle spese complessive da sostenere per la certificazione di un vino, due temi sui quali si dovrà lavorare per ridurre sensibilmente gli oneri economici e le sperequazioni tariffarie dell'intero sistema.


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