Disturbi alimentari: sempre più giovani

Disturbi alimentari: sempre più giovani

Aumentano fra gli adolescenti anche a causa dei social. Scende l'età di esordio fino agli 11/8 anni. Si diffonde la vigoressia.

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11

Gennaio
2019

Sono circa 2 milioni gli adolescenti italiani che soffrono di disturbi alimentari, tra cui anoressia e bulimia, e l'età si abbassa sempre di più, tanto che le patologie iniziano a fare il loro esordio già a 11 anni e in alcuni casi, secondo i pediatri, in bambine di soli 8 anni.

L'età di inizio più frequente per anoressia e bulimia, spiega Annalisa Venditti, psicologa esperta dei disturbi del comportamento alimentare presso il Gruppo INI-Istituto Neurotraumatologico Italiano "è tra i 15 e i 25 anni, anche se sono appunto in aumento i casi dagli 11 anni. Rifiuto del cibo o, al contrario, grandi abbuffate restano i problemi più frequenti.

I disturbi dell'alimentazione sono diversi. L'anoressia e bulimia, legate al controllo del peso (nel primo caso una restrizione patologica alimentare che porta ad un forte dimagrimento e nel secondo con mangiate incontrollate a cui seguono condotte compensative quali vomito, abuso di lassativi/diuretici e sport estremo) sono i più diffusi, soprattutto per le donne. Stanno però aumentando le forme miste, in cui si passa dall'anoressia nervosa alla bulimia nelle diverse fasi della vita, e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder), una sorta di bulimia senza comportamenti di compenso che porta frequentemente all'obesità: è stimato che circa il 30% degli obesi sia affetto da questo disturbo. Qual è dunque l'identikit della persona che ha problemi con il cibo? I disturbi alimentari, rileva l'esperta, "colpiscono più le donne, l'esordio è più frequente nell'adolescenza ma l'età si sta abbassando, già con l'ingresso nella scuola media".

La vigoressia o anoressia riversa

Attualmente però si registra l'aumento di un disturbo soprattutto maschile: la vigoressia, ovvero l'ossessione di un fisico prestante. La causa? "Un profondo disagio personale - argomenta ancora Annalisa Venditti - che trasforma la voglia di essere magri e belli in una patologia, aggravata dall'utilizzo dei social, che facilitano confronti con modelli di bellezza irraggiungibili". La vigoressia, o bigoressia e anoressia riversa, è una patologia mentale inclusa nella famiglia delle dismorfofobie, veri e propri disturbi ossessivo-compulsivi caratterizzati da un'ossessione verso alcune parti del proprio corpo che non si accettano per come sono. Nel caso della vigoressia è l'intero aspetto fisico ad esserne coinvolto, dato che chi ne soffre non è mai soddisfatto della massa muscolare raggiunta. Questa "forma di dismorfismo corporeo porta la persona ad una continua ossessione per il tono muscolare, l'allenamento, una dieta ipocalorica e iperproteica, a cui spesso si aggiunge l'uso di sostanze illegali per raggiungere tale obiettivo", avverte Venditti. Tanti possono essere i campanelli d'allarme, avverte la psicologa: "Un improvviso controllo estremo del cibo con paura di ingrassare, difficoltà a mangiare con gli altri, bassa autostima, attività fisica eccessiva, scomparsa di grandi quantità di cibo e ritrovamento di cibo in posti anomali come camera da letto o armadi, rituali alimentari particolari, estrema selettività alimentare".

Sfiducia in se stessi

Alla base di tutto vi sono problemi di disagio e insicurezza: "Non va sottovalutato che tali comportamenti hanno sempre lo scopo di preservare uno stato di benessere, per cui ci si abbuffa per far fronte alla noia, alla mancanza di affetto o per evadere da una situazione, per placare lo stress, per soffocare un'emozione, così come si ricerca la magrezza e la forma perfetta del corpo per un bisogno di sentirsi più sicuri. Bisogna, quindi, imparare a mangiare in modo consapevole, tornare a riconoscere i segnali di fame e sazietà, non imporsi divieti e lavorare sui fattori cognitivi ed emotivi - conclude la psicologa - per comprendere quali sono i reali motivi che hanno portato ai disturbi alimentari". 


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