Derivati del pomodoro, export in flessione

Derivati del pomodoro, export in flessione

Si attesta su 1,5 miliardi di euro il giro d'affari estero, con una diminuzione del 6,25% rispetto al 2016. Pelati, polpe e passata rappresentano oltre l’80% del volume delle esportazioni

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

06

Aprile
2018

Il fatturato delle esportazioni di 1,5 miliardi di euro nel 2017 conferisce all’industria del pomodoro e dei suoi derivati un peso importante nell’agroalimentare italiano, nonostante il giro d'affari dell'anno precedente toccò i 1,6 miliardi di euro. “Negli ultimi dieci anni l’export dei derivati del pomodoro ha visto crescere le quote di mercato dei nostri prodotti tradizionali, pelati, polpe e passata, che contano per oltre l’80% del volume delle esportazioni - dichiara il Presidente di ANICAV Antonio Ferraioli -, a testimonianza che, anche in periodi di crisi, i consumatori scelgono la qualità”.

Nei mercati consolidati, pelati, polpe e passata continuano a registrare segni positivi: Regno Unito (+5%), USA (+4%), Francia (+7%) e Australia (+6%). Si evidenzia, invece, una flessione in Giappone (-4%), in Germania (-5%) e in Belgio (-2%).

In forte crescita le quote di export nei nuovi mercati di sbocco, in particolare l’Est Europa (+6%) e, per le aree extra UE, Sud America - Brasile ed Argentina - (+ 35%) e Sud Africa (+16%). Buone le performance anche in Corea del Sud (+7%), negli Emirati Arabi Uniti (+7%) e nell’area ASEAN (+6%).

Positivo il saldo della bilancia commerciale, con un export di circa 2 milioni di tonnellate a fronte di un import di circa 170mila tonnellate, per un valore di export pari a 1,5 miliardi di euro contro un valore import di circa 113 milioni di euro.

Sul fronte delle importazioni di concentrato, che rappresentano circa 160mila tonnellate sugli oltre 5 milioni di tonnellate di pomodoro trasformato in Italia nel 2017, si rileva una importante riduzione da poco più di 200mila tonnellate nel 2016 a 164mila tonnellate nel 2017. Si evidenzia in particolare un significativo calo, pari a -63,6%, delle importazioni dalla Cina che passano da poco più di 90.000 tonnellate nel 2016 a 33.000 tonnellate nel 2017. Oltre alla Cina, che rappresenta circa il 20% dell’import di concentrato, altri mercati di approvvigionamento sono gli USA (37%), Spagna e Portogallo (39%).


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