Dazi USA vs UE: c'è il via libera del WTO

Dazi USA vs UE: c'è il via libera del WTO

Dal 18 ottobre 2019 gli USA potranno imporre fino a 7,5 miliardi di dollari come compensazione agli aiuti illegali concessi dall'UE ad Airbus. Imposte aggiuntive del 25% su pecorino, parmigiano, provolone, salami e mortadelle. Il 14 ottobre un ultimo incontro USA - UE per scongiurare la guerra commerciale

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

03

Ottobre
2019

La notizia tanto temuta è arrivata: il World Trade Organization ha stabilito che gli Stati Uniti potranno gravare i prodotti europei di dazi per 7,5 miliardi di dollari (circa 6,8 miliardi di euro). Questo è il risarcimento per gli aiuti illegali che l'Unione europea ha concesso ad Airbus SE, il primo produttore di aerei civili al mondo, nello sviluppo e lancio di alcuni suoi modelli. Airbus è il consorzio aeronautico composto da Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.
Washington ha indicato 22 miliardi di dollari di flussi illegali di denaro. L'Unione europea ha sempre sostenuto che gli USA hanno fatto la stessa cosa con Boeing per 23 miliardi di dollari di aiuti impropri.

Gli americani chiedevano dazi per 11 miliardi per le merci più diverse: dal vino francese, ai prodotti agroalimentari italiani, dalla componentistica del settore aerospaziale al whiskey e ai maglioni di cachemire. L'Organizzazione Mondiale del Commercio ha indicato la cifra record di 7,5 miliardi. Ma sono prossime le decisioni del WTO sul lato opposto della barricata: gli aiuti USA a Boeing. Così, a breve, arriverà una risposta con possibili balzelli su altri prodotti che fanno il viaggio opposto, dagli USA all'Unione europea. 

Lo stato dell'arte per il nostro Paese è che dal 18 ottobre 2019 i dazi USA colpiranno con una tariffa del 25% pecorino romano, parmigiano reggiano, provolone, salami e mortadelle, mentre dovrebbero essere esclusi i prosciutti crudi e cotti, l'olio d'oliva e il prosecco: lo si apprende proprio dalla lista preliminare dei prodotti pubblicata dalle autorità americane. Nell'elenco figurano anche il whiskey scozzese, i vini francesi, l'Emmental svizzero e il gruyère.
Sugli aerei commerciali le tasse aggiuntive in entrata saranno del 10%.
"Una grande vittoria per gli Stati Uniti, una vittoria da 7 miliardi di dollari", è stato il commento di Donald Trump.

Le reazioni in Italia e in Europa

"L'Italia si rende perfettamente conto che c'è una tensione commerciale a livello globale e, sicuramente, la prospettiva di questo confronto sui dazi tra Stati Uniti e UE ci coinvolge - ha detto il premier Giuseppe Conte -. Tuttavia confidiamo di poter ricevere attenzione dal nostro tradizionale alleato su alcune nostre produzioni strategiche".

Immancabile la reazione dell'Europa con la commissaria UE al Commercio, Cecilia Malmstroem: "Anche se gli Stati Uniti hanno avuto l'autorizzazione dal WTO, scegliere di applicare le contromisure adesso sarebbe miope e controproducente. Restiamo pronti a trovare una soluzione equa, ma se gli USA decidono di imporre le contromisure autorizzate dal WTO, l'UE non potrà che fare altrettanto."

Coldiretti si è sbilanciata facendo un primo calcolo delle perdite possibili per l'Italia: 1 miliardo di euro il conto stimato, in attesa della lista definitiva di prodotti europei da colpire: "Se saranno mantenute le stesse merci indicate in via preliminare, l'Italia potrebbe essere, dopo la Francia, il Paese più colpito - afferma Coldiretti -. A pagare il conto più salato rischiano di essere salumi e formaggi anche per le pressioni della lobby dell'industria casearia USA che ha recentemente scritto al presidente degli Stati Uniti per chiedere di imporre dazi alle importazioni dall'Europa". Quello USA è il secondo mercato estero per Parmigiano Reggiano e Grana Padano per i quali, afferma Coldiretti, la tassa potrebbe arrivare fino a 15 dollari al chilo, facendo alzare il prezzo al consumo fino a 60 dollari al chilo.

Segnaliamo che il 14 ottobre ci sarà un incontro finale tra delegazioni USA e UE per cercare un accordo dell'ultima ora che eviti la spirale di dazi e controdazi.

Cosa cambia per il Parmigiano Reggiano

Il Consorzio del Parmigiano ha comunicato delle stime più plausibili di Coldiretti circa gli effetti dei dazi. Gli Stati Uniti rappresentano per la DOP il secondo mercato export con ben 10 mila tonnellate di prodotto; il dazio passerà dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo. Ciò significa che il consumatore americano acquisterà il Parmigiano Reggiano ad un prezzo maggiorato: se oggi il costo è pari a circa 40 dollari al chilo, dal 18 ottobre a scaffale sarà ben oltre i 45 dollari al chilo.

“Il Parmigiano Reggiano è un prodotto di altissima qualità. Faremo del nostro meglio affinché i consumatori americani siano consapevoli del valore della nostra DOP, così che siano disposti a spendere qualche dollaro in più per avere in tavola l’autentico Re dei Formaggi - ha commentato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano -. Siamo amareggiati perché si va a colpire ingiustamente uno dei settori più forti della nostra economia. L’Italia, che non c’entra nulla con il consorzio Airbus, si trova a pagare una bolletta veramente insensata. A questo punto servirà un piano di intervento straordinario dell’UE per evitare che gli effetti dei dazi diventino traumatici per le filiere coinvolte".


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