Dazi riso: Comitato UE non trova l'accordo

Dazi riso: Comitato UE non trova l'accordo

Nessuna decisione sul ripristino dei dazi a Cambogia e Myanmar. Per il MiSE senza maggioranza qualificata contraria si può procedere all’adozione della clausola di salvaguardia

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05

Dicembre
2018

La parola torna alla Commissione europea: il Comitato per il commercio UE non si è espresso né a favore né contro il ripristino dei dazi sulle importazioni in Europa di riso da Cambogia e Myanmar. Durante la plenaria 13 Paesi hanno votato a favore, 8 contro e 7 si sono astenuti. La Germania si è astenuta mentre la Francia ha votato a favore. 

La mancata decisione del Comitato UE dà alla Commissione europea la possibilità di approvare la propria proposta, ossia di introdurre una clausola di salvaguardia sul riso importato da Cambogia e Myanmar. Al contrario, se nel Comitato europeo una maggioranza di Stati membri si fosse pronunciato contro, la decisione sarebbe stata bloccata.

In Europa solo un numero limitato di Stati membri produce riso ed è quindi interessato a ripristinare i dazi: negli ultimi anni i produttori comunitari hanno subito un danno economico dalle importazioni di riso dai due Paesi asiatici. Importanti volumi di prodotto sono entrati in Europa a prezzi troppo bassi creando una concorrenza sleale nei confronti dei risicoltori europei e, in particolare, italiani.

Infatti l'Italia è il maggiore produttore di riso tra i Paesi UE con circa 230mila ettari seminati e una produzione stabilmente superiore al milione e mezzo di tonnellate.
In una nota del Ministero per lo Sviluppo economico si ricorda che "l’Italia ha chiesto sin dal 2014 misure per tutelare le aziende risicole: secondo i dati della Commissione europea, nel periodo che va da settembre 2012 ad agosto 2017 l'import da Cambogia e Myanmar è aumentato fino ad incidere per più del 30% sul totale delle importazioni. Nello stesso periodo, la produzione UE è crollata del 40% e dal lato dei prezzi si è registrata una diminuzione tra il 20 e il 40%".

La Commissione europea nel mese di novembre ha presentato una proposta che preannunciava un esito positivo dell’indagine, risultato che non si prevedeva facile per gli interessi contrapposti tra Stati membri a vocazione differente. "Il dazio che auspicabilmente verrà rintrodotto - si legge ancora nella nota - sarà progressivamente ridotto nell’arco di tre anni (175, 150 e 125 euro/t.), così da trovare un equilibrio tra l’aspetto di sviluppo insito nel regolamento sulle preferenze generalizzate e la salvaguardia dell’industria europea."

Per il MiSE l'industria italiana deve riorganizzarsi per evitare che il problema si ripresenti in futuro e prevede che la Commissione adotterà il Regolamento di esecuzione e ripistinerà i dazi in breve tempo

"concludendo l’iter procedurale entro il mese di gennaio 2019, scongiurando la perdita per gli agricoltori di un anno di raccolto. In concreto il regolamento della clausola di salvaguardia dovrebbe essere in Gazzetta ufficiale europea nei prossimi giorni."


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