Dalle olive al whiskey, la guerra dei dazi UE-USA arriva in tavola

Dalle olive al whiskey, la guerra dei dazi UE-USA arriva in tavola

Si teme una pericolosa escalation in seguito all’adozione da parte della Commissione Europea della black list dei prodotti da “tassare” per reagire alle decisioni dell’amministrazione Trump

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

25

Giugno
2018

La guerra commerciale dei dazi non è più limitata al comparto dell’automotive; si estende infatti alla tavola con le ritorsioni dell’UE che colpiscono le importazioni dagli Stati Uniti di bourbon whiskey, mirtilli, succo d’arancia, fagioli, mais, burro d’arachidi, riso, tabacco e sigari un export che, solo per l’Italia, vale circa 30 milioni di euro nel 2017, oltre che ai prodotti in ferro, acciaio e ghisa, barche, motociclette, abiti e cosmetici.

La reazione statunitense - sostiene Coldiretti in una nota - potrebbe arrivare già il 24 luglio quando si concluderà la procedura, iniziata su reclamo di alcuni produttori americani di olive, che potrebbe portare all’aumento fino al 50% dei dazi antidumping statunitensi sulle importazioni di olive spagnole.
Una decisione che mette a rischio la presenza del made in Italy negli USA e delle produzioni agroalimentari dell’intera Unione Europea perché di fatto viene messo nel mirino statunitense il sistema di aiuti europei all’agricoltura e con esso una larga parte delle esportazioni agroalimentari dell’Unione Europea verso gli Stati Uniti.

Le esportazioni di cibo e bevande made in Italy nel mondo sono state pari a 41,03 miliardi nel 2017 con quasi il 10% del valore destinato negli USA per un importo nello stesso anno di circa 4 miliardi di euro, il massimo di sempre. Gli Usa si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna. Il vino risulta il prodotto più gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta.

M.P.


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