Da Pizzolato il Metodo Classico Biologico Vegano

Da Pizzolato il Metodo Classico Biologico Vegano

La cantina di Villorba, Treviso, propone per le festività natalizie un nuovo spumante frutto del blend di Incrocio Manzoni e Chardonnay

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07

Dicembre
2017

La Cantina Pizzolato, dopo un anno che ha fatto registrare la vendita di più di 5 milioni di bottiglie certificate biologiche, propone per la fine del 2017 il nuovo Metodo Classico biologico e vegano, vino che racconta tutte le espressioni del territorio della Marca. Lo spumante Metodo classico nasce dalla sinfonia di due uve: l’Incrocio Manzoni e lo Chardonnay, scelte e raccolte a mano. Per tutelarne al massimo sentori e aromi, gli acini vengono raffreddati e successivamente sottoposti a una fase di pigiatura soffice. La vinificazione prevede una fermentazione alcolica in serbatoi d'acciaio termo-condizionati fino al marzo successivo alla vendemmia. Quindi, si passa all'assemblaggio con un’attenta rifermentazione sui lieviti per 18 mesi. Trattandosi di un Brut Nature la sboccatura o dégorgement avviene senza aggiunta di zuccheri e liqueur d’expedition

Dal colore giallo paglierino con riflessi dorati e un perlage molto persistente, il Metodo Classico sprigiona un bouquet di profumi che vanno dalla crosta di pane alle delicate note floreali. Il vino è corredato da una buona acidità che gli conferisce particolare freschezza e man mano che si procede con la degustazione fa capolino una marcata mineralità.
Un vino che si presta perfettamente ad accompagnare crostacei, frutti di mare, sushi; è ideale, anche, come aperitivo.

“Qualche anno fa Luca e Antonio, due miei collaboratori, mi fecero assaggiare un vino nuovo, il colore e i profumi erano invitanti e al palato vi era un’esplosione di gusto così diverso da un Prosecco che me ne innamorai. Avevano tenuto in cantina per 2 anni una prova di 50 bottiglie di Metodo Classico - ha raccontato Settimo Pizzolato - e io ne fui subito entusiasta. Pronto a premiare il loro coraggio, lanciai subito una sfida: mettere a punto la lavorazione e provare l’anno dopo con almeno 2.000 bottiglie; e così fecero nel 2015.” 


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