Da Ministero Esteri e CREA un protocollo per lo sviluppo sostenibile agroalimentare

Da Ministero Esteri e CREA un protocollo per lo sviluppo sostenibile agroalimentare

CREA e DGCS hanno firmato un'Intesa per valorizzare il ruolo dell’Italia nella definizione e attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile della filiera

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

17

Aprile
2020

Il 3 aprile il Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo, Giorgio Marrapodi, e il Commissario straordinario del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura (CREA), Gian Luca Calvi, hanno firmato un protocollo d’intesa diretto a rafforzare la collaborazione tra la Direzione Generale per la Cooperazione e lo Sviluppo e il CREA anche in vista della definizione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, nel quadro dell’Agenda 2030.

Il CREA fornirà supporto e assistenza tecnico-scientifica alla DGCS del Ministero degli Esteri (MAECI) in materia di cooperazione allo sviluppo nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale, ittico, forestale, della nutrizione, dello sviluppo rurale e dell'economia agraria, sia attraverso la partecipazione a tavoli inter-istituzionali e settoriali, sia con la partecipazione a eventi e riunioni nazionali e internazionali.
Il CREA e la DGCS collaboreranno per definire programmi o progetti richiesti dai Paesi partner nelle aree prioritarie per la cooperazione italiana, nell’ambito delle procedure previste dalla Legge 125/2014.
Le aree tematiche di collaborazione individuate sono:

  • l’agricoltura sostenibile con riferimento ai principi dell’economia circolare, alla diffusione di pratiche agricole resilienti ai cambiamenti climatici, alla salvaguardia della biodiversità, alla gestione sostenibile delle risorse naturali;
  • la sicurezza alimentare, l’introduzione di tecnologie e protocolli per il miglioramento della produzione e della qualità del cibo, per la trasformazione e conservazione sostenibile delle risorse naturali locali e per la riduzione dello spreco alimentare;
  • la formazione tecnico-scientifica nell’ambito di specifici progetti di sviluppo.

Il Protocollo avrà durata quinquennale, sarà rinnovabile sulla base di un accordo scritto tra le parti e potrà essere modificato o integrato d’intesa tra i due Enti contraenti.


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