CREA, finalmente assunti 400 precari

CREA, finalmente assunti 400 precari

Buone notizie: agronomi, tecnologi, nutrizionisti sono stati stabilizzati presso il più importante ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

15

Gennaio
2019

Ci uniamo agli auguri del ministro Centinaio: "Buon lavoro agli oltre 400 neoassunti @CREA_Ricerca! Il CREA rappresenta il principale ente di ricerca al servizio delle aziende agricole, uno strumento fondamentale da valorizzare nel migliore dei modi per lo sviluppo del settore agroalimentare italiano". Così ha celabrato in un tweet il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo la stabilizzazione lavorativa di 406 professionisti presso il CREA - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria.
L'ente si chiama così dall’Expo 2015 ma, seppure con nomi diversi, si occupa di ricerca in agricoltura da quando Cavour, Primo Ministro dell’Agricoltura del Regno d’Italia, lo costituì allo scopo di essere vicino agli allevatori e agli agricoltori.
Con le cattedre ambulanti, portava innovazione nelle campagne, mentre con gli studi in nutrizione, un secolo dopo, ha contribuito a definire la Dieta Mediterranea. Di più: ha reso famoso il made in Italy nel mondo, migliorando e conservando la tradizione enogastronomica del nostro Paese, i paesaggi colturali, le tradizioni ed il sapere.

Ai giorni nostri il CREA affronta con un approccio multidisciplinare le grandi sfide del XXI secolo legate alla sostenibilità delle produzioni agroalimentari nello spirito dei principi dell’economia circolare, della bioeconomia e del trasferimento dell’innovazione.

Le competenze in campo spaziano dalla genetica alla fisiologia, alla meccanica e robotica, allo studio dei mezzi tecnici innovativi per la gestione sostenibile delle produzioni, alla gestione della fertilità e della funzionalità dei suoli, alla selvicoltura, all’ecologia degli ambienti naturali e coltivati, agli allevamenti, ai processi dell’industria agroalimentare, alle proprietà nutrizionali degli alimenti e al loro consumo ottimale per mantenere una buona salute e ridurre gli sprechi, con una continua attenzione alla tutela del consumatore.

Nel 2015 l'ente è stato riorganizzato partendo dal Consiglio per la ricerca in agricoltura CRA, dando vita a 12 Centri di ricerca, 6 di filiera e 6 trasversali, eliminando le sovrapposizioni. Le aziende e i campi sperimentali consentono di effettuare le ricerche in condizioni corrispondenti a quelle in cui operano gli agricoltori.

Il personale del CREA è composto da oltre 2000 unità, di cui circa la metà tra ricercatori e tecnologi.
Esprime soddisfazione per l'uscita degli esperti dal precariato il presidente del Consigli di ricerca Salvatore Parlato: "Abbiamo finalmente ripristinato condizioni di dignità del lavoro dei ricercatori e di tutto il personale CREA", ha detto nell'accogliere i neo assunti.


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