Corte UE: il sapore di un alimento non è tutelato dal diritto d'autore

Corte UE: il sapore di un alimento non è tutelato dal diritto d'autore

Una sentenza risponde alla corte d'appello olandese di Arnhem-Leeuwarden mettendo fine alla guerra del formaggio avviata dall'azienda Levola contro la società Smilde accusata di "plagio"

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13

Novembre
2018

Il sapore di un prodotto alimentare non può essere tutelato dal diritto d'autore poiché, dipendendo dal gusto, senso eminentemente soggettivo, non può essere qualificato come "opera". Lo stabilisce una sentenza della Corte di Giustizia Europea, chiamata a dirimere una causa che vede contrapposte due imprese olandesi del settore alimentare e della distribuzione, Levola e Smilde.

Levola detiene i diritti di proprietà intellettuale sull'Heksenkaas, un formaggio spalmabile con panna ed erbe aromatiche, creato da un commerciante olandese di prodotti ortofrutticoli e prodotti freschi, che glieli ha ceduti.

Dal 2014 Smilde, società di diritto olandese, produce un altro formaggio spalmabile dal sapore assimilabile, il Witte Wievenkaas, per una catena di supermercati nei Paesi Bassi.

Per Levola, la produzione e la vendita del Witte Wievenkaas violano il suo diritto d’autore sul sapore dell'Heksenkaas; pertanto, la società ha chiesto ai giudici olandesi di ingiungere alla Smilde di smettere di produrre e di distribuire il formaggio spalmabile che avrebbe "plagiato" l'Heksenkaas.

Secondo Levola il sapore dell'Heksenkaas costituisce un’opera tutelata dal diritto d’autore, come un romanzo, una poesia o una canzone, e il sapore del Witte Wievenkaas costituisce una riproduzione dell'opera protetta da copyright.

La Corte d'Appello di Arnhem-Leeuwarden (Paesi Bassi) ha chiesto alla Corte di giustizia se il sapore di un alimento possa beneficiare di tutela in forza della direttiva sul diritto d’autore. La Corte osserva che, per essere tutelato dal diritto d’autore, il sapore di un alimento deve poter essere qualificato come "opera", vale a dire una creazione intellettuale originale e una "espressione" di tale creazione intellettuale originale.

La nozione di "opera" implica necessariamente "un'espressione dell’oggetto della tutela ai sensi del diritto d’autore che lo renda identificabile con sufficiente precisione e obiettività". Per la Corte è impossibile un’identificazione precisa e obiettiva del sapore di un alimento.

Su tale punto, la Corte precisa che, a differenza, ad esempio, di un’opera letteraria, pittorica, cinematografica o musicale, che è un’espressione precisa e obiettiva, l’identificazione del sapore di un alimento si basa essenzialmente su sensazioni ed esperienze gustative soggettive e variabili.

Le esperienze del gusto dipendono, in particolare, da fattori connessi alla persona che assapora il prodotto in esame, come la sua età, le sue preferenze alimentari e le sue abitudini di consumo, nonché l'ambiente o il contesto in cui tale prodotto viene assaggiato. Inoltre, non è possibile, con i mezzi tecnici disponibili oggi, procedere ad un’identificazione precisa e obiettiva del sapore di un alimento, che consenta di distinguerlo dal sapore di altri prodotti dello stesso tipo.

Considerato tutto questo, la Corte conclude dichiarando che il sapore di un alimento non può essere qualificato come "opera" e, quindi, non può beneficiare della tutela del diritto d’autore ai sensi della direttiva.


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