COOP: consumi +12,8%

COOP: consumi +12,8%

In tre settimane si è riempito di più il carrello della spesa degli italiani. Crescono lieviti, farine, conserve di pomodoro, mozzarelle. Rallentano pasta e olio d'oliva. In calo i piatti pronti

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

20

Marzo
2020

Con l'emergenza sanitaria cambia e si fa più pieno il carrello della spesa in Italia: crescono le vendite di farine, lieviti e mozzarelle e calano i take away, i prodotti da rosticceria e i servizi assistiti. Rallentano pasta e olio, mentre crescono i vini e non accennano a scendere le vendite di disinfettanti. Questa è l'istantanea che ci rimanda COOP dopo un'analisi dei suoi punti vendita.

Crescono gli ingredienti per cucinare. E pure i cibi a lunga conservazione

Il totale delle vendite medie del mondo COOP delle ultime tre settimane si attesta a +12,8% rispetto alla media dello stesso periodo in assenza di epidemia da Covid-19, la stessa crescita già registrata nei primi 14 giorni di emergenza sanitaria e che tiene conto anche dei picchi massimi di vendite raggiunti soprattutto nella prima settimana.
Sono i prodotti per la panificazione a far notare la propria crescita in questa terza settimana di acquisti: il lievito di birra ha registrato un +122% e la farina un +90%. Le conserve di pomodoro hanno registrato un +17% rispetto alle vendite, già in crescita, delle prime due settimane, e la mozzarella ha raggiunto un +25%.
Per il resto continua la spesa dei cibi a lunga conservazione e nutrienti: carne in scatola, +47% rispetto ai 14 giorni precedenti, legumi in scatola +14%, tonno +9%.
A seguire riso +12%, zucchero +9%, latte Uht +21% e fette biscottate +8%. Non manca poi il pesce surgelato +8%.

Giù pasta e RTE

La pasta rallenta nella terza settimana rispetto alle due precedenti con un -6%. Stesso discorso per l'olio d'oliva: -11% rispetto alle prime due settimane. Evidentemente due beni rifugio che hanno esaurito in questa terza settimana la loro forza d'urto.
In netto calo invece il take away (-18% rispetto alle due settimane precedenti), la rosticceria (-27%) e il servito (-42%).

Le altre referenze

Riprende un po' la vendita di bevande e di altri cibi come i vini tipici: +1% nel totale delle tre settimane (compensando quindi il calo delle prime due). Ma il gap da colmare rimane profondo. I succhi di frutta registrano nella terza settimana un +3% rispetto alle due precedenti (ma -13% rispetto alla crescita media della spesa nei 21 giorni di pandemia). Gli aperitivi +3% (comunque al -10%), la birra +3% (ma -6% nel totale periodo). Crescono anche le creme spalmabili con un +26% sulle prime due settimane, ma comunque un -7%, così come le merendine +6% la terza settimana, ma -6% sul totale crescita media del periodo pandemia.

Non food

Proseguono gli acquisti di disinfettanti (+81%) rispetto alle due settimane precedenti (+658% nella terza settimana rispetto allo stesso periodo in assenza di Covid19). 
Crescono i termometri con +195% in confronto alle due settimane precedenti (+411% rispetto allo stesso periodo senza virus).
Cresce il disinfettante per superfici +89% sulle prime due settimane di pandemia, i guanti monouso +180%, la candeggina +19% ma soprattutto l'alcol etilico alimentare +47% sui 14 giorni precedenti.
Prosegue inoltre, spiega COOP, la crescita di prodotti di igiene personale: +20% sulle due settimane precedenti, gli assorbenti, e prodotti intimi +7%, mentre rallentano i prodotti per l'igiene orale -29%.
Crescono i prodotti per capelli, +24%, che però non recuperano il totale della crescita del periodo e rimangono nelle tre settimane al -14%.


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