Controlli ufficiali, relazione annuale al PNI

Controlli ufficiali, relazione annuale al PNI

Il Ministero della Salute ha pubblicato il report 2019: su 110.417 ispezioni riscontrate 40.839 non conformità

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

08

Gennaio
2021

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha inviato al Parlamento il 29 dicembre 2020 la relazione annuale Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia, anno 2019, redatta dalla Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione.
Si tratta del rendiconto relativo ai controlli ufficiali degli alimenti e delle bevande che hanno la finalità di verificare e garantire la conformità dei prodotti alle disposizioni dirette a prevenire i rischi per la salute pubblica, a proteggere gli interessi dei consumatori e assicurare la lealtà delle transizioni commerciali.
I controlli ufficiali sono eseguiti in qualsiasi fase della produzione, della trasformazione, della distribuzione, del magazzinaggio, del trasporto, del commercio e della somministrazione. Il controllo ufficiale esamina:

  • lo stato, le condizioni igieniche e i relativi impieghi degli impianti, delle attrezzature, degli utensili, dei locali e delle strutture;
  • le materie prime, gli ingredienti, i coadiuvanti ed ogni altro prodotto utilizzato nella produzione o preparazione per il consumo;
  • i prodotti semilavorati;
  • i prodotti finiti;
  • i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti;
  • le procedure di disinfezione, di pulizia e di manutenzione;
  • i processi tecnologici di produzione e trasformazione dei prodotti alimentari;
  • l’etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari;
  • i mezzi di conservazione.

I controlli ufficiali comprendono le seguenti attività:

  • esame di tutti i sistemi di controllo posti in atto dagli operatori e i risultati ottenuti (HACCP);
  • ispezioni;
  • presentazione, etichettatura e modalità di conservazione;
  • prelievo e successiva analisi dei campioni. Gli accertamenti analitici sono effettuati dai Laboratori di Sanità Pubblica istituiti presso alcune Regioni, dalle ARPA e dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali.

I dati principali del 2019

Ecco i dati principali dei controlli 2019, che riguardano sia i prodotti alimentari, indipendentemente dall’origine e provenienza, destinati ad essere commercializzati sul territorio nazionale, sia quelli destinati ad essere spediti in un altro Stato dell'Unione europea oppure esportati in uno Stato terzo:

  • nel corso dell’anno 2019 sono state effettuate 110.417 ispezioni su 1.246.134 attività produttive riscontrando 40.839 non conformità; sono state inoltre elevate 9.177 sanzioni , 569 notizie di reato ed effettuati 1.601 sequestri. Sono stati poi eseguiti 10.145 audit riscontrando 3.265 esiti non conformi
  • sono stati prelevati 45.550 campioni di prodotti alimentari, comprese le bevande, su cui sono state effettuate 126.590 analisi, con una media di circa 2,8 ricerche analitiche per campione. La percentuale più elevata di determinazioni analitiche, pari al 41,5%, si riscontra per gli alimenti di origine animale, seguita da altri alimenti con il 26,3%, dagli alimenti di origine vegetale con il 18,8%, dalle bevande con il 10,6% e dai MOCA, con il 2,8%.
  • dei 126.590 controlli analitici effettuati sono risultati irregolari circa lo 0,73% delle analisi. Le non conformità si concentrano prevalentemente nei prodotti di origine animale e sono principalmente di tipo microbiologico
  • le ricerche microbiologiche sono state complessivamente 69.953 e hanno riguardato microrganismi, parassiti, lieviti e muffe
  • i Servizi Igiene degli alimenti e nutrizione ed i Servizi veterinari dei Dipartimenti di prevenzione delle ASL, hanno complessivamente ispezionato 147.769 stabilimenti dei quali 35.471 hanno mostrato infrazioni durante le ispezioni (pari al 24%); complessivamente sono state effettuate 427.853 ispezioni.

Se si confrontano i dati con quelli del 2018, scopriamo che nel 2019 sono diminuiti i campioni di prodotti alimentari prelevati (45.550 vs 50.481), ma aumenta di poco la media di ricerche analitiche per campione (2,8 vs di circa 2,6).
Cala anche il numero dei controlli analitici effettuati (126.590 vs 129.504), ma scende la percentuale di irregolarità riscontrata: 0,73% vs 1,14% del 2018.

Gli altri dati

Riassumiamo per comodità le altre risultanze del report:

  • in attuazione del Piano Nazionale per la ricerca dei Residui negli animali e nei prodotti di origine animale (PNR), nel 2019 sono stati prelevati 35.400 campioni, per un totale di 344.686 determinazioni analitiche. Nel 2019 i campioni risultati irregolari sono stati complessivamente 87, nell’ambito del piano mirato (0,1% non conformità), extrapiano (0,2 % non conformità) e su sospetto (4,1% non conformità)
  • nell’anno 2019, i 37 Nuclei Antisofisticazioni e Sanità, coordinati dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, hanno eseguito 53.792 controlli, di cui 31.938 nel comparto della sicurezza alimentare. Le verifiche svolte hanno consentito di individuare non conformità presso 11.695 degli obiettivi oggetto di controllo. Le attività di indagine hanno consentito di acclarare anche gravi episodi di criminalità che hanno determinato l’arresto di 43 persone. Sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria 1.780 titolari di esercizi o aziende della filiera alimentare e segnalate 11.794 persone all’Autorità Amministrativa per violazione delle norme afferenti l’autocontrollo alimentare, l’etichettatura e la tracciabilità dell’origine dei prodotti
  • nel 2019 i 49.017 controlli effettuati sugli alimenti dal MIPAAF-ICQRF hanno riguardato circa 25.000 operatori e oltre 46.000 prodotti, con irregolarità rilevate presso il 17,8% degli operatori e sul 12,1% dei prodotti. La percentuale di campioni risultati irregolari all’analisi è stata pari all’8,2%. Il contrasto ai comportamenti criminosi nel settore alimentare si è estrinsecato con 374 notizie di reato, 3.981 contestazioni amministrative e 1.990 diffide. Sono stati eseguiti  524 sequestri, per un valore di circa 300 milioni di euro.

Il controllo alle frontiere svolto dagli Uffici periferici del Ministero della Salute (PIF e USMAF), in coordinamento con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha comportato i seguenti controlli:

  • le partite di prodotti di origine animale destinate al consumo umano presentate per l’importazione attraverso i Posti di ispezione frontaliera (PIF) italiani nel 2019 sono state 40.233. Le partite soggette a controllo fisico sono state 19.694 di cui quelle campionate 1.571. Nel 2019 sono state riscontrate 173 partite non conformi di cui 163 non ammesse al mercato UE e 10 richiamate in seguito a esami di laboratorio conoscitivi risultati sfavorevoli. Le 163 partite non ammesse all’importazione sono state riesportate (66), distrutte (93) o trasformate (4)
  • gli Uffici di Sanità Marittima Aerea di Frontiera (USMAF) hanno sottoposto a  controlli ufficiali 163.779 partite totali in importazione, che hanno compreso due terzi circa di alimenti di origine non animale mentre il restante terzo ha incluso i materiali a contatto con gli alimenti (MOCA). Sul 100 % delle partite è stato eseguito il controllo documentale; gli alimenti di origine non animale controllati hanno riguardato 103.662 partite e  sono stati effettuati 3.276 campionamenti, di cui 242 hanno riguardato i respingimenti
  • l’Agenzia delle Dogane dei Monopoli, in qualità di autorità doganale alle frontiere sulle merci, in collaborazione con le altre autorità nazionali, ha continuato a svolgere l’attività di controllo e i risultati conseguiti evidenziano la sempre maggiore attenzione posta all’attività di vigilanza sui prodotti alimentari. Nelle materie di interesse del Piano nel 2019, si rileva un trend in lieve aumento delle non conformità riscontrate (2,7%) alle relative norme di settore dei prodotti importati, a fronte di un lieve aumento del numero dei singoli di importazione (1,5 %) di prodotti rientranti nella disciplina del Piano.

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