Consumi: si ferma la crescita dei generi alimentari

Consumi: si ferma la crescita dei generi alimentari

Dopo il +3,7% nel 2017, la spesa delle famiglie italiane nel 2018 mostra un impasse: +0,3%. L'incremento è dovuto all'aumento dei prezzi. "Healthy and easy" i principali fattori di scelta

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

09

Aprile
2019

ISMEA ha pubblicato i dati relativi alla spesa per generi alimentari da parte delle famiglie italiane nell'ultimo trimestre del 2018: il monitoraggio Nielsen attesta che il carrello non aumenta e così lo scorso anno si chiude statisticamente con un deciso rallentamento del trend di crescita a causa dell'incremento dei prezzi che hanno depresso notevolmente i volumi delle vendite.

Lo sviluppo complessivo della spesa alimentare, nell'anno 2018 rispetto al 2017, si attesta di conseguenza allo +0,3% in un contesto economico caratterizzato da un peggioramento del quadro internazionale.

Nel 2018 sono stati i prodotti a largo consumo confezionati (LCC) a trainare la spesa (+1,9%) mentre per i prodotti sfusi (il 32,1% del valore del carrello) la spesa si è contratta del 3,1%. 

L'incremento della spesa del carrello è da ascriversi quasi esclusivamente all'aumento dei prezzi medi delle referenze; si evidenzia comunque una maggior disponibilità alla spesa per le bevande (+1,9%) piuttosto che per i generi alimentari (+0,1%).

Nord e Sud: le differenze

Le dinamiche di spesa a livello geografico non sono uniformi: nelle aree del Centro-Nord la spesa per il segmento LCC risulta in espansione, a discapito dei prodotti freschi per i quali le flessioni toccano punte del -4,2%. Nello specifico, una crescita sostenuta della spesa per i prodotti confezionati si è registrata nell’Area Nord Est (+3,7%), nel Nord Ovest (+2,0%) e nell’Area Centro (+2,4%), mentre si è avuta una lievissima flessione nell’Area Meridionale (-0,1%). Di contro una flessione sostenuta per i prodotti non confezionati si è registrata nell’area Centro (-5,2%).

Il Meridione registra invece una contrazione degli acquisti sia per i prodotti sfusi sia per i confezionati, ma la flessione per gli sfusi è meno accentuata rispetto alle altre macro-aree.

Come cambia il carrello della spesa

La composizione dello scontrino nel 2018 vede una rimodulazione dei componenti alimentari rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A parità di scontrino il carrello è più leggero, perché oltre all’aumento dei prezzi che ha interessato quasi tutte le filiere alimentari, si sono sostituiti i prodotti tradizionali con altri più elaborati e più costosi.

Gli italiani continuano a definirsi sempre più interessati e informati sulla salute legata all’alimentazione, ma il tempo in casa è poco: crescono pertanto gli acquisti di prodotti facili e veloci da preparare. In particolare si evidenziano le performance dei piatti pronti +10% nel 2018 rispetto al 2017 (sia in valore sia in volume) e una crescita del 112% in 5 anni.
Il richiamo al salutismo e al benessere restano driver rilevanti nelle scelte di acquisto, ne sono prova la crescita dei segmenti specifici di filiere che nell’assortimento tradizionale trovano invece difficoltà: esempi eclatanti sono il latte ad alta digeribilità (+9,4% i volumi e +4,9% la spesa) a fronte di un trend per latte fresco generico negativo (-1,9%), pasta integrale +3,7%, con dinamica pasta secca del -1,9%, dolcificanti +10% in volume e +2,6% in spesa, con segmento zucchero che perde il 6% in volume e il 10% in valore, in questo caso va evidenziato anche che la spesa per il prodotto sostitutivo quintuplica quella del prodotto tradizionale a fronte di volumi pari alla metà.

Si conferma l’effetto positivo sulle scelte di acquisto anche dei claim che garantiscono addizione o assenza di un prodotto (prodotti arricchiti di ferro, vitamine, omega 3 o nei quali è assente il glutine, il sale, il lattosio, il conservante). In questo contesto è utile sottolineare l’incremento che l’assortimento di prodotti gluten free ha assunto negli ultimi anni con una spesa che nel 2018 ha superato i 204 milioni di euro (+8% sul 2017), e una crescita nel quinquennio (2013-2018) del 114%.

ISMEA - Consumi alimentari. I consumi domestici delle famiglie italiane


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