Consumi, yogurt: +4% negli ultimi 5 anni

Consumi, yogurt: +4% negli ultimi 5 anni

ISMEA pubblica il report di un segmento del lattiero-caseario che in un periodo di crisi come il quinquennio 2012-2016 ha segnato una crescita in volume ma non in valore. La concorrenza agguerrita degli operatori ha determinato un'importante flessione dei prezzi

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21

Novembre
2017

Acquisti domestici di yogurt: dinamiche e determinanti di scelta delle famiglie italiane nell’ultimo quinquennio (2012-2016) è il titolo del Rapporto ISMEA che tratteggia le caratteristiche di un mercato vivace e dinamico del settore lattiero-caseario. Infatti, in un contesto complessivamente caratterizzato da una tendenza flessiva della spesa alimentare che ha interessato in misura significativa soprattutto il settore lattiero-caseario, il segmento dello yogurt fa registrare andamenti contrapposti. In particolare, tra il 2012 e il 2016 lo yogurt ha evidenziato un aumento del 4% in termini di volumi acquistati, a fronte di una spesa sostanzialmente invariata (-0,2%), segnale di una flessione significativa dei prezzi dovuta alla forte concorrenza tra i diversi brand immessi sul mercato (anche di provenienza estera) e all'intensa attività promozionale sugli scaffali della distribuzione moderna.

Dai dati ISMEA - Nielsen Consumer Panel emerge che lo yogurt è il segmento che meglio ha retto alla crisi generale dei lattiero caseari, grazie soprattutto alle aziende produttrici che hanno cercato di adeguare l'offerta alle esigenze del consumatore sempre più focalizzato verso gli aspetti salutistici e più innovativi del prodotto.
Il Rapporto spiega che sono stati introdotti sul mercato prodotti adatti a tutte le occasioni di consumo che vanno dalla colazione allo spuntino, dal sostituto del pranzo al dopo pasto come dessert, e differenti funzioni d’uso, come lo yogurt da bere anche in formato “tascabile” o lo yogurt colato da utilizzare come ingrediente.
Lo yogurt classico, nelle versioni intero e magro, è la tipologia che incide maggiormente sugli acquisti totali, per circa i tre quarti dei volumi. In particolare, sebbene lo yogurt intero sia acquistato da 8 famiglie su 10, il trend quinquennale evidenzia uno spostamento dei consumi verso il prodotto magro (+13% in quantità e +19% in valore tra il 2012 e il 2016), in linea con l’orientamento salutistico delle preferenze, non solo alimentari, degli italiani.

In riferimento ai gusti, i consumatori sembrano prediligere quelli più nuovi (come stracciatella, caffè, vaniglia ecc.) a scapito dei tradizionali alla frutta, grazie al compromesso raggiungibile in termini di salute e soddisfazione del palato.

Dopo il boom inziale il probiotico ha, invece, registrato una progressiva disaffezione dei consumatori con una contrazione significativa degli acquisti (-24% in volume e -32% in valore tra il 2012 e il 2016).

Tra le altre tipologie, lo yogurt da bere ha evidenziato un aumento esponenziale nell’arco di cinque anni, quasi raddoppiando le quantità acquistate (+80%) con un incremento del giro d’affari del 60%.
In crescita anche lo yogurt alla greca (+6% in volume solo nell’ultimo anno), seppure con una diffusione ancora limitata tra le famiglie italiane e un grado di penetrazione inferiore al 5%.
Leggi il report completo.


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