Conferma UE: altri 5 anni di glifosato

Conferma UE: altri 5 anni di glifosato

La Germania, con un inatteso voto favorevole, ha spostato gli equilibri della votazione: l'Unione Europea approva così il rinnovo dell’autorizzazione all'erbicida. 9 i Paesi contrari tra cui l’Italia

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

28

Novembre
2017

I Paesi dell'Unione europea, riuniti in Comitato d’Appello, hanno votato a favore del rinnovo per cinque anni dell’autorizzazione all’uso in agricoltura dell’erbicida glifosato. Gli equilibri sono cambiati grazie alla Germania, che fino alla vigilia del voto si era espressa per l’astensione e invece ha votato per il sì.

Diciassette i Paesi favorevoli al rinnovo inclusi Polonia, Romania e Bulgaria che precedentemente si erano astenuti, nove i contrari: Italia, Belgio, Grecia, Francia, Ungheria, Cipro, Malta, Lussemburgo e Lettonia. Astenuto il Portogallo. La decisione del Comitato d’Appello si basa su una valutazione del rischio dell'EFSA che afferma che non vi sono prove sufficienti su un legame della sostanza al rischio di cancro, nonostante l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) lo abbia classificato come "probabilmente cancerogeno" per le persone.

In Italia comunque resta il divieto di uso nelle aree frequentate dalla popolazione quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma anche in campagna in pre-raccolta "al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura".  

Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina ha così commentato: "Abbiamo votato contro il rinnovo oggi perché siamo convinti che l'utilizzo di questa sostanza vada limitato. L'Italia già adotta disciplinari produttivi che limitano l'uso del glifosato a soglie inferiori del 25% rispetto a quelle definite in Europa al fine di portare il nostro Paese all'utilizzo zero del glifosato entro il 2020".

Tante le voci che si sono levate contro questa decisione. Ricordiamo che da un recentissimo sondaggio commissionato dalle organizzazioni SumOfUs e WeMove.EU effettuato su 5000 cittadini in cinque Stati europei, tra cui l'Italia, emerge che "una schiacciante maggioranza" di cittadini è a favore di un divieto immediato del glifosato. Le ONG dichiarano altresì che "L'80% dei tedeschi, il 79% dei francesi, l'84% degli italiani, il 77% dei portoghesi e l'81% dei cittadini greci sono fermamente contrari all'uso del glifosato e a favore di un divieto immediato".
Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia, ha detto: "Il voto odierno è un regalo alle multinazionali agro-chimiche, a scapito di salute e ambiente. Bene comunque il voto contrario dell’Italia che ha dimostrato nuovamente di dare priorità alla tutela delle persone, e non al fatturato di chi produce e commercia il glifosato".

Secondo Slow Food il voto mostra come la maggior parte dei governi europei non abbia rispettato il volere di oltre un milione di cittadini europei che aderendo all’European Citizens Initiative intendevano eliminare l’erbicida dal sistema alimentare e dall’ambiente
Secondo Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia siamo di fronte a "Una tragedia. Ci ritroveremo tra 5 anni a contare i danni del glifosato, in un contesto peggiorato dalle condizioni climatiche. La Commissione europea le ha provate tutte per raggiungere il risultato del voto di oggi: si è partiti dalla proposta di un rinnovo di 10 anni, che poi è passato a 7 e infine è arrivato a 5. Un comportamento che è servito a spingere gli astenuti a votare a favore del rinnovo. Ma si tratta di un compromesso esclusivamente politico, raggiunto sulla pelle dei cittadini. Perché se il rischio per la salute esiste non è riducendo i tempi del suo utilizzo che lo si elimina. L’uso del glifosato andava fermato subito, non ha alcun senso il rinnovo di altri 5 anni: così si ignora completamente il principio di precauzione".

Breve riassunto delle puntate precedenti:
La decisione del 27 novembre 2017 è arrivata dopo ripetuti fallimenti nel raggiungimento della maggioranza qualificata presso il Comitato permanente e in seno alla Commissione d’appello del 29 giugno 2016. Quel giorno, la Commissione europea ha esteso l’approvazione del glifosato per un periodo limitato per consentire all'Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) di condurre una valutazione della potenziale cancerogenicità del glifosato. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha inviato il suo parere alla Commissione europea il 15 giugno 2017. Si sono svolti diversi cicli di discussioni tra la Commissione e rappresentanti dei governi europei: il 20 luglio, 5 ottobre e il 25 ottobre. Il 9 novembre 2017 presso il Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF), gli Stati membri hanno votato la proposta della Commissione per il rinnovo del glifosato per 5 anni.
Commercializzato dal 1974, il glifosato nel 2015 è stato classificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro e dall’Organizzazione mondiale della sanità come "probabilmente cancerogeno per l’uomo". Due mesi dopo aver sentito il parere della IARC, l’EFSA è giunta alla conclusione opposta: a suo avviso, infatti, il glifosato è "improbabile che possa rappresentare un pericolo cancerogeno per l'uomo". Le cronache hanno riferito che l’EFSA ha basato la sua raccomandazione su un rapporto UE che copia e incolla analisi da uno studio della Monsanto, con pagine dello studio identiche ai passaggi di una domanda presentata dalla Monsanto per conto della Glyphosate Task Force (GTF), un ente industriale guidato dalla società.


Condividi su: