Come vendere food online

Come vendere food online

Il food è il comparto simbolo dell’eccellenza made in Italy e la qualità dei prodotti italiani è riconosciuta globalmente. La digitalizzazione del commercio al dettaglio è un trend che le PMI non possono assolutamente perdere, vista la crescente domanda proveniente dai mercati esteri

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

27

Gennaio
2020

A cura di Alessio Gambino, Founder di Exportiamo.it e di Magnificofood.com*, Esperto di commercio internazionale, Innovation manager e Digital strategist

I numeri del commercio di food and beverage online nel mondo

La vendita al dettaglio di prodotti alimentari e bevande attraverso canali online è in ritardo di due decenni rispetto ad altri settori merceologici come la moda. Tuttavia, negli ultimi anni è finalmente decollato questo settore, diventando la categoria di prodotti a più rapida crescita dell'e-commerce. 
Le principali sfide in questo settore riguardano la consegna rapida di merci deperibili, i problemi derivanti dall'ultimo miglio per la consegna e la riduzione degli elevati costi delle spedizioni. Questi fattori mantengono alte le barriere all'ingresso, facendo sì che solo i più grandi attori del mercato digitale, come Alibaba e Amazon, nonché i rivenditori offline consolidati, possano permettersi di conquistare il mercato food and beverage attraverso l’e-commerce.

Nel 2020 si stima che il fatturato mondiale generato dal commercio di prodotti food online, raggiungerà i 76.570 milioni di dollari e le vendite dovrebbero crescere in media dell'8,4% annuo, raggiungendo così un valore di mercato del comparto di 105.736 milioni di dollari entro il 2024.
Si tratta in sintesi di un mercato in rapida ascesa, che conta oltre 1.693 milioni di utenti in tutto il mondo con una spesa media a livello globale di circa 45,20 dollari annui, destinato a crescere nei prossimi anni e diventare un asset di rilievo per molte realtà.

I mercati più promettenti

Tra i Paesi che spendono maggiormente online in prodotti agroalimentari e bevande troviamo: la Cina con 26.705 milioni di dollari, la Corea del Sud con 9.983 milioni, il Regno Unito con 9.366 milioni, gli Stati Uniti con 7.578 milioni e infine il Giappone con 2.640 milioni di dollari.

Secondo gli ultimi dati disponibili elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi in collaborazione con Coldiretti Lombardia, il primo mercato per l’export made in Italy di food è la Germania, seguita da Francia, USA e Regno Unito. Tra le prime 20 destinazioni troviamo anche Polonia, Svezia e Australia, insieme a Giappone, Russia e Cina.

Gli strumenti utili per il digital export nel food 

Esistono numerosi strumenti online capaci di individuare il sentiment in potenziali mercati target nei quali è possibile avviare un processo di internazionalizzazione commerciale.
Per quanto concerne l’analisi, sono diversi i tool sviluppati negli ultimi anni da Google (motore di ricerca) e Facebook (social network), due tra le piattaforme tecnologiche più utilizzate al mondo per numero di utenti attivi.
Grazie a Google, è possibile analizzare e studiare svariati indicatori relativi ad un mercato: per iniziare, è possibile ricavare una prima base di dati da Google Market Finder, che sostanzialmente analizza la domanda di prodotti online relativa a uno specifico settore merceologico, prendendo in considerazione il numero medio di ricerche mensili correlate a tale prodotto, la popolazione presente in tale Paese e il potere di acquisto (tramite il PIL pro capite), indicando i tre mercati nei quali secondo Google è già presente una potenziale domanda per il prodotto in esame.

Il secondo strumento da utilizzare è Google Trends che analizza l’andamento di determinate parole chiave in una specifica area geografica. Questo tool restituisce dati più dettagliati sulla geolocalizzazione della domanda, fornendo anche indicazioni sulle previsioni di crescita della stessa keyword. Successivamente, per una più approfondita attività di analisi, è consigliato l’utilizzo di Google Barometer, Google Keyword Planner e infine la definizione del pubblico delle campagne di Facebook Ads.
Il primo tool di Google permette di visionare quali sono le tendenze e le abitudini di un dato mercato, potendo così valutare quali strategie possono essere le più efficaci per inserirsi; il secondo strumento consente invece di valutare puntualmente il numero di ricerche medie mensili effettuate per determinate parole chiave; infine, la definizione di un pubblico target all’interno di una campagna Facebook Ads consente di stimare il numero di utenti target in un dato mercato.

I diversi canali online

Sono tre le principali metodologie mediante le quali un’azienda può avviare un processo di internazionalizzazione online: tramite le grandi piattaforme di e-commerce, mediante siti specializzati e digital retailer, attraverso una piattaforma per il commercio elettronico propria.

La scelta di quale alternativa sia la migliore dipende dallo studio preventivo effettuato, derivante dall’analisi dei dati e dall’esame della concorrenza presente nel dato mercato, oltre la definizione delle abitudini di acquisto degli utenti online in quel Paese.

Tra le piattaforme online maggiormente conosciute dove è possibile inserire e vendere i propri prodotti, Amazon, JD e Alibaba rappresentano indubbiamente i colossi dell’e-commerce mondiale, il primo piuttosto diffuso globalmente mentre gli altri due sono più concentrati in Cina e nelle aree limitrofe. Questa alternativa ha il vantaggio di garantire all’azienda una visibilità maggiore rispetto alle altre possibilità, tuttavia sono da mettere in conto costi di entrata e di mantenimento dei servizi acquisiti tramite la vendita di prodotti nei suddetti portali.

La seconda alternativa, i retailer online specializzati, trova tra i principali punti di forza l’essere indirizzati verso determinate nicchie di mercato, con particolari bisogni e aspettative. Accedere in questo genere di piattaforme può rappresentare un’ottima opportunità per un’azienda, tuttavia vanno sempre considerate le condizioni di entrata e il grado di indipendenza nelle definizioni strategiche di posizionamento dei prodotti.

L’ultima alternativa, un proprio negozio online, porta con sé la completa indipendenza dalle decisioni di terzi, ma è necessario in questo caso farsi carico di tutta l’organizzazione e la messa a punto di un simile progetto digitale, oltre alla crescita autonoma nei diversi canali digitali e non. In quest’ultimo caso gli investimenti in nuovi progetti si fanno anno dopo anno più costosi e la finestra temporale, per poter misurare dei risultati significativi, si allunga sempre di più.

Questi argomenti saranno affrontati durante il corso "Food Marketing: strategie di sviluppo nel canale digitale" che si terrà a Milano il 27 febbraio 2020. Verranno approfonditi, infatti, i trend di consumo attuali e l’evoluzione dei format alimentari, gli aspetti normativi delle vendite online, l’utilizzo delle piattaforme digitali per l'e-commerce, la presenza in rete e i tool di marketing accessibili, la logistica e le competenze abilitanti, case history.

* Magnifico Food è una piattaforma B2C per la vendita online di prodotti italiani agroalimentari premium negli Stati Uniti. Magnifico si propone come partner commerciale delle Piccole e Medio Imprese disintermediando la tradizionale filiera commerciale e raggiungendo direttamente il cliente finale americano. Magnifico non è soltanto vendita di prodotti 100% made in Italy ma il luogo ideale per ricevere informazioni sulla storia dei prodotti e dei produttori, curiosità e ricette culinarie frutto della tradizione italiana.

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