Coldiretti dice no all'accordo CETA

Coldiretti dice no all'accordo CETA

Secondo la Confederazione nazionale dei coltivatori diretti l'accordo tra Europa e Canada rappresenta un tradimento per gli agricoltori e per il futuro del Paese

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

24

Febbraio
2017

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia, non ci sta all'accordo di scambio con il Canada perché ritiene che lo scambio non sia equilibrato: "Noi ci rimettiamo in ogni senso: offriamo un mercato da oltre 700 milioni di persone contro il loro che è di appena 20 milioni e in più togliamo tutte quelle barriere anche sulla sicurezza alimentare che fino a oggi stanno tutelando i nostri consumatori. Qui si sta facendo solo un favore a qualche lobby, visto poi che viene sancito il principio che per definire un prodotto made in Italy non serve più la materia prima italiana ma basterà impacchettarlo in Italia".

Secondo la Coldiretti non è ammissibile chiudere gli occhi sul fatto che in Canada si continueranno a vendere liberamente formaggi simil Gorgonzola, Asiago, Fontina, il Parmesan, oppure prosciutti locali con i nomi degli italianissimi Prosciutto di Parma e San Daniele.

Secondo un’analisi tendenziale della Coldiretti regionale su dati Istat, nel 2016 la Lombardia ha registrato una battuta d’arresto del suo export agroalimentare in Canada, sfiorando gli 85 milioni di euro rispetto agli 88 milioni del 2014, mentre l’import tendenziale di prodotti canadesi in Lombardia al contrario è tornato a crescere rispetto ai 16milioni e mezzo del 2015.


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