Per l'alimentare un 2018 da primato?

Per l'alimentare un 2018 da primato?

All'assemblea pubblica di apertura del Salone di Parma, Federalimentare ha dipinto lo scenario per l'anno in corso: si stima un fatturato di 140 miliardi. Le nuove tendenze puntano al salutare, alle monoporzioni, agli snack innovativi ma ricettati con ingredienti tradizionali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

08

Maggio
2018

Fatturato che per il 2018 punta ai 140 miliardi di euro, con un export che veleggia già verso i 34 miliardi: si è aperta con le promesse da record del settore Il Quinto elemento. Made in Italy, Made with care, assemblea pubblica di Federalimentare svoltasi durante la 19°edizione di Cibus. Un incontro dedicato "alla straordinaria capacità del nostro Paese di trasformare un elemento comune come latte, grano, carne in un'eccellenza alimentare come Parmigiano, pasta o culatello" - ha detto Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare. E commentando le ultime performance dell'alimentare ha affermato:

"Se il 2017 ci aveva già portato a livelli pre-crisi, è il 2018 che segna la definitiva riscossa e consacra l'agroalimentare come il settore trainante del Paese, con una crescita del +3,5%, che conferma e supera quella del totale dell'industria".

Ad essere frenati, però, sono ancora i consumi interni, che si attestano su -0,2% in valore e -0,4% in volume.

Cosa dicono i mercati

Tra le nuove tendenze di consumo che si registrano al Salone internazionale dell'alimentazione c'è la "snackizzazione del miglior made in Italy e dei prodotti base della Dieta Mediterranea. Dal prosciutto di Parma alle verdure, l'industria alimentare sta portando nei fuori pasto la qualità del cibo italiano, grazie anche al packaging innovativo, che rende queste eccellenze esperienze facili da consumare". Lo ha detto Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma. "Il cibo italiano di qualità si afferma nel mondo perché riesce ad essere tradizionale e al tempo stesso contemporaneo: è questa la ragione del successo del nostro export - ha aggiunto Cellie -. Siamo la benzina che dà valore aggiunto sia ai ristoranti che alla grande distribuzione. In entrambi questi canali, lo sviluppo non si fa con i beni di prima necessità, ma con gli acquisti spinti da impulso e curiosità per il nuovo: dagli snack vegani all'hamburger di Chianina bio, dai crisp di vegetali ai micrortaggi e i nettari di frutta".
"Il buono è ora più accessibile economicamente - ha concluso Cellie - e tutte le referenze dimostrano una grande attenzione al salutare: dalle proteine rese facilmente disponibili nel Parmigiano ai dolci con meno grassi e zuccheri.

Buono, ben confezionato, con porzioni a misura anche di famiglie monocomponente, low cost e facile da usare o già pronto. Questa è l'innovazione che pare valorizzare gusto e stile del nostro manifatturiero.
   


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