Cibus Innovation Corner

Cibus Innovation Corner

La 19° edizione del Salone Internazionale dell'Alimentazione sarà ricordata come la fiera delle novità

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

14

Maggio
2018


Il 7 maggio, giorno di apertura della rassegna è stato inaugurato il Cibus Innovation Corner, presso il nuovo padiglione 4.1, destinato ad ospitare una selezione dei 100 prodotti più innovativi fra quelli presentati alla manifestazione. Inoltre sono stati tenuti dibattiti sui trend e sulle dinamiche di innovazione del food. L’Innovation Corner è la testimonianza di come l’industria agroalimentare stia virando sempre più verso le nuove tendenze.
Le esigenze dei consumatori richiedono a tutti gli attori della filiera di operare in termini di innovazione e sostenibilità, con una forte attenzione alla salute e al benessere. Seguendo questo trend, i prodotti esposti nell’innovation corner facevano capo alle linee vegetarian, vegangluten free, lactose free, sugar free e lower-fat.

L’approccio strategico dell’industria alimentare è sempre maggiormente orientato alla reinterpretazione della tradizione gastronomica italiana. In questo senso sono stati presentati i prodotti che, pur rispettando la tradizione, esulano dalle metodologie classiche di produzione o consumo.

Le principali innovazioni

Il brodo vegetale biologico si arricchisce di spezie orientali (Cannamela), la stracciatella diventa snack grazie al suo nuovo packaging (Capurso).
Le bowls di cereali stringono nuove amicizie con il pesce (Medusa) e le uova bio, sia i tuorli sia gli albumi, vengono presentate nelle nuove confezioni svita-avvita (Eurovo).
L’aceto, grande protagonista della tavola italiana, cambia modus operandi: il balsamico si grattugia grazie alla sfera di Modena IGP (Acetaia Terra del Tuono); quello di mele, non filtrato e non pastorizzato, si beve al mattino con il miele (Acetificio Marcello De Nigris). Inoltre, opportunamente mixato con frutta e mosti d’uva, diventa una bibita, proposta in nove varietà (Acetum). E ancora, aromatizzato risulta molto più versatile (Acetum); con l’aggiunta di mosto d’uva e semi di senape diventa un nuovo condimento (Società Agricola Modena).


I legumi, trasformati in fiocchi, diventano uno snack (Colfiorito) e il riso venere viene servito come una bevanda priva di lattosio, glutine e senza zuccheri aggiunti (Riso Gallo).
I ceci diventano la base di produzione per il couscous (Sipa International), per gli snack (Valledoro - Probios) e per la pasta secca (Rummo).
Il dado viene sostituito da vegetali biologici essiccati che si reidratano in acqua (Taflo) e i “formaggini” diventano uno snack vegetale a base di pomodoro e olio d’oliva (Prealpi).
La maionese viene presentata nella sua versione vegetale (Bonomelli) e in quella vegan biologica arricchita con curcuma e zenzero (Il Nutrimento).
Il kiki, potenziale sostituto della pasta e del riso, viene presentato nella variante a base di lenticchie rosse e in quella a base di ceci (Farmo).
Sempre sul filone della reinterpretazione della tradizione gastronomica italiana, le paste ripiene sono state presentate con semole integrali, senza uova e con ingredienti biologici (Fini Modena - Pastificio Rana).
Le paste secche, invece, hanno subito un’innovazione più forte: dalla pasta al caffè Kimbo (La Fabbrica della Pasta di Gragnano) ai paccherini alla frutta (Rustichella d’Abruzzo). Gli gnocchi, passati alla grattugia, vengono realizzati con patate cotte al vapore e barbabietole (Master).
I sughi pronti si arricchiscono di bietole biologiche (Puma Conserve) e le uova di quaglia, insieme al tartufo sia bianco sia nero, vengono proposte come antipasto pronto (Tartuflanghe).
La quinoa assume una connotazione dolce presentandosi come dessert (Viru) e la zucca potimarron diventa una crema arricchita dalle castagne (Del Santo).


Non sono mancate le spinte innovative per i prodotti semilavorati, cercando di contenere lo spreco degli imballaggi: crema di ricotta surgelata in sac à poche disponibile in vari gusti (Ricocream Cozzo), il fior di mozzarella in crumble (Granarolo) e l’nduja calabrese pronta per il dosaggio, anch’essa, in sac à poche (Madeo).
Si è anche cercato di ovviare al problema dei coloranti alimentari producendo referenze sia secche sia umide del tutto naturali, derivanti esclusivamente da frutta e verdura (Molini Spigadoro).
M.P.


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