CETA, il Senato non ratifica

CETA, il Senato non ratifica

Dopo l'entrata in vigore provvisoria del 21 settembre del Comprehensive Economic and Trade Agreement tra Canada e UE, la conferenza dei capigruppo ha posticipato l'approvazione formale "sine die"

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29

Settembre
2017

L'esame della ratifica del Trattato di libero scambio euro-canadese denominato in italiano Accordo economico e commerciale globale è stato rinviato dal Senato a data da destinarsi.
A renderlo noto, al termine della Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama, è la presidente del gruppo Misto Loredana De Petris. "La proposta di Sinistra italiana di farlo slittare - racconta la senatrice - è stata accolta anche dagli altri gruppi e di questo siamo molto soddisfatti". Esultano le confederazioni degli agricoltori e le associazioni contrarie al trattato, ma lo scorso 21 settembre è già partita la fase di applicazione provvisoria dell'accordo approvato dal Parlamento europeo.

Con il CETA, prevede il ministero dello Sviluppo Economico, saranno abolite quasi tutte le tariffe doganali canadesi "con picchi in alcuni dei settori di punta del nostro export e saranno rimosse alcune importanti barriere non tariffarie e garantita l’apertura del mercato degli appalti pubblici alle aziende europee”. A questo bisogna aggiungere il riconoscimento di 171 indicazioni geografiche europee, di cui 41 italiane. “L’accordo con il Canada - ha in passato affermato il ministro dell sviluppo economico Carlo Calenda - non mette in alcun modo in pericolo gli alti standard sanitari, ambientali e sociali la cui tutela è una nostra priorità a difesa dei cittadini europei".
In molti, invece, sostengono che ci saranno grandi rischi legati all’arrivo sulle nostre tavole di prodotti agricoli trattati con additivi chimici, OGM, carne "agli ormoni".

In ogni caso l'applicazione delle liberalizzazioni è già partita anche se in modo provvisorio: solo la mancata ratifica da parte di uno dei Stati membri, e non il rinvio, può far saltare l'accordo.


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