Centrale del Latte d'Italia, primo bilancio da 117 milioni

Centrale del Latte d'Italia, primo bilancio da 117 milioni

Sotto di 1,6 milioni di euro il reddito operativo aziendale a causa dei costi dovuti alla fusione

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06

Marzo
2017

Il primo bilancio di Centrale del Latte d'Italia, il polo lattiero-caseario nato dalla fusione di Centrale del Latte di Torino e Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno, registra ricavi netti consolidati a 117,7 milioni di euro, Ebitda a 2,9 mln, ed Ebit negativo di 1,6 mln a causa dei "costi straordinari e non ricorrenti" per l'operazione di fusione. L'utile netto della capogruppo (12,8 mln) verrà destinato a riserva legale e a riserva straordinaria indisponibile da business combination.

Sempre per effetto della fusione, al 31 dicembre 2016 il patrimonio netto di gruppo ammonta a 63,5 mln rispetto ai 40,8 mln del 2015, mentre l'indebitamento finanziario netto passa da -20,6 mln a -60,2 mln, principalmente per via dei finanziamenti a medio-lungo termine stipulati a suo tempo per la costruzione dello stabilimento di Firenze inaugurato nel 2005.

"I primi mesi del nuovo esercizio - si legge in una nota - sono stati positivi per le vendite di tutti i marchi del Gruppo. Le aziende hanno confermato i forti posizionamenti di mercato e il 2017 potrà essere considerato come un anno di consolidamento".

La Centrale rappresenta il terzo polo italiano del latte, un gruppo con un ampio portafoglio prodotti che copre le regioni di Piemonte, Veneto, Liguria e Toscana, con un fatturato potenziale di circa 200 milioni di euro, cinque stabilimenti produttivi e circa 430 dipendenti.


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