Caporalato e frode fiscale alla Spreafico Spa: sequestrati 6 milioni di euro

Caporalato e frode fiscale alla Spreafico Spa: sequestrati 6 milioni di euro

Commissariata l'azienda lombarda specializzata nella produzione di ortofrutta. La società smentisce il commissariamento

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08

Ottobre
2021

La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, presieduta da Fabio Roia, ha disposto l'amministrazione giudiziaria di un anno per la Spreafico Spa, azienda con fatturato da 350 milioni di euro l'anno specializzata nell’importazione e produzione di frutta e verdura in Italia.
L'autorità giudiziaria ha eseguito anche un sequestro preventivo di 6 milioni di euro a carico del colosso della frutta con sede a Dolzago in provincia di Lecco, cifra che corrisponderebbe alla presunta evasione contestata dalle Fiamme Gialle all'azienda per il triennio 2018-2020; le verifiche fiscali potrebbero allargarsi anche ai periodi precedenti. Nell'inchiesta viene contestata la "dichiarazione fraudolenta mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti".

I provvedimenti sono stati presi a seguito dell'inchiesta condotta dal PM di Milano Paolo Storari e dalla Guardia di Finanza di Lecco per fare luce sui ripetuti e presunti episodi di caporalato lamentati dalle maestranze dell'azienda, e di alcune cooperative che operavano per la stessa Spreafico.
Le indagini avrebbero portato alla luce uno schema di caporalato col reclutamento e lo sfruttamento di manodopera di origine straniera in stato di bisogno, priva di specializzazione e sottopagata, con evasione delle tasse mediante l'emissione e annotazione di fatture false. Conseguenti i benefici fiscali sia per la Spreafico sia per le cooperative che si alternavano nel tempo, creando il cosiddetto "fenomeno della transumanza dei lavoratori".

Dall'inchiesta sarebbero emerse anche presunte intimidazioni nei confronti dei lavoratori i quali avevano più volte protestato, lamentando il mancato rispetto, da parte dei titolari, di precedenti accordi siglati con le rappresentanze sindacali, volti ad adeguare il contratto alle mansioni realmente svolte.

La nomina dell'amministrazione giudiziaria rappresenta una misura prevista per il reato di caporalato e utilizzata per ''risanare'' i rapporti contrattuali di lavoro all'interno delle realtà dove viene applicata.

Le precisazioni di Spreafico

"In data odierna (8 ottobre 2021 ndr) abbiamo ricevuto dal Tribunale di Milano una notifica in cui si rendeva noto che in seguito ad un’inchiesta per caporalato a carico degli esponenti delle cooperative Consorzio Lavoro Più e Consorzio Servizi Integrati, ex fornitori di logistica della nostra Società, è stato nominato un amministratore giudiziario che avrà il compito di verificare i rapporti con le società di logistica che collaborano con il nostro gruppo. Spreafico quindi non è stata commissariata e continua ad operare con regolarità nella sua quotidianità. Il CDA rimane in carica e continua il suo lavoro”, afferma il Consiglio di Amministrazione Spreafico.
"Spreafico non è accusata del reato di caporalato e la nomina dell’amministratore giudiziario trova ragione proprio nella stessa terzietà della Società rispetto alle cooperative indagate per questo illecito ed è una misura dovuta e circoscritta di prevenzione. Abbiamo piena fiducia nell’operato del nostro sistema giudiziario e nel professionista incaricato", conclude il Consiglio di Amministrazione.
Quanto alla notizia circa un sequestro di denaro, Spreafico precisa che questo è disancorato dal provvedimento del Tribunale di prevenzione e ammonta a circa 3 milioni di euro. È stato gestito con le disponibilità finanziarie dell’azienda.


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