Brexit, l'accordo è buono per l'agroalimentare

Brexit, l'accordo è buono per l'agroalimentare

Ammesso che il Parlamento britannico la voti, l'intesa per l'uscita ordinata della Gran Bretanga dall'UE è giudicata positivamente da agricoltori, industria e trader

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

18

Ottobre
2019

Dopo una nottata di trattative, è stata raggiunta la storica intesa sulle modalità di uscita dei britannici dalla UE. Il premier Boris Johnson ha twittato: "Abbiamo un grande nuovo accordo che ci restituirà il controllo" del nostro Paese. "Ora il Parlamento deve lasciare che la Brexit sia fatta". E questo è l'ultimo nodo che non è scontato si scioglierà: il governo britannico intende presentare sabato 19 ottobre alla Camera dei Comuni una mozione in cui chiedere ai deputati di votare o per il deal raggiunto sulla Brexit con Bruxelles, o per un no deal. Il voto sarà preceduto da uno statement del primo ministro e da un dibattito. La formulazione della mozione è però contestata dalle opposizioni, che vogliono far valere la legge anti-no deal.

Nel frattempo, le organizzazioni del settore alimentare UE, COPA-COGECA per gli agricoltori, FoodDrinkEurope per l'industria della trasformazione e CELCAA per i trader di materie prime, hanno diramato una nota che definisce l'accordo per la Brexit "positivo, soprattutto nella Dichiarazione politica riveduta che conferma l'ambizione di concludere un accordo di libero scambio con zero dazi e restrizioni tra l'UE e il Regno Unito". 
Le associazioni di categoria esprimono "compiacimento" per l'impegno a mantenere "la convergenza doganale e normativa in futuro anche se non saremo in grado di replicare i vantaggi dell'unione doganale e del mercato unico dell'UE attraverso un accordo di libero scambio".
Tuttavia, le associazioni sperano "di trovare una soluzione il più vicino possibile all'attuale status doganale e normativo".


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