Brexit e food: si spera nel buon senso

Brexit e food: si spera nel buon senso

Il Commissario Hogan auspica che non sia la follia a governare l'uscita del Regno Unito. Un "no deal" potrebbe avere ripercussioni per carni, formaggi, zucchero, riso e causare gravi problemi logistici per le referenze deperibili

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

09

Aprile
2019

"Il buon senso può ancora prevalere: nella follia che è la Brexit, un divorzio senza accordo sarebbe ancora più folle, lo scenario peggiore, e spero in sviluppi politici che possano evitarlo". Così il Commissario europeo all'agricoltura Phil Hogan è intervenuto sui piani di emergenza che l'UE sta preparando in caso di Brexit senza accordo.

I toni di Hogan, irlandese, cioè del Paese il cui settore agroalimentare subirebbe l'impatto più forte da un'eventuale rottura tra Londra e Bruxelles, sono stati più accomodanti rispetto al passato, anche sul piano di dazi presentato da Londra qualche settimana fa.

Sebbene "manchino i dettagli e la legislazione" che dovrebbe legittimarli, Hogan ha ammesso che "gravi perturbazioni del mercato potrebbero esserci per carni, formaggi, zucchero e riso UE, senza contare le difficoltà logistiche previste nelle prime settimane per i prodotti deperibili", come frutta e verdura.

"Ma siamo pronti a intervenire - ha assicurato Hogan - "con le misure previste dalla PAC, come l'aiuto all'ammasso privato, l'intervento pubblico, i ritiri dei prodotti dal mercato, le nuove regole sugli aiuti di Stato".

Fonte: Ansa


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