Birra + vino nella AMARCORD IGA

Birra + vino nella AMARCORD IGA

Tre aziende del territorio romagnolo, Birra Amarcord, Podere Vecciano, Cooperativa Luppoli Italiani, e un birrificio polacco insieme per una birra al Sangiovese

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

17

Dicembre
2018

È nata Amarcord IGA, la nuova birra che unisce l’arte birraia e la tradizione enologica grazie alla creazione del mastro birraio di Birra Amarcord Andrea Pausler e del vignaiolo di Podere Vecciano, Davide Bigucci, con i Luppoli della Cooperativa Luppoli Italiani di Ravenna. Amarcord IGA è dunque il connubio tra tre aziende di Romagna che incontrano un birrificio polacco, il Birrificio Pinta, che ha voluto esportare in Polonia questo prodotto made in Romagna.

La birra è stata prodotta grazie ai luppoli coltivati dalla Cooperativa Luppoli Italiani di Ravenna (un progetto della Cooperativa Terremerse), e da una selezione di luppoli provenienti dalla Polonia grazie alla collaborazione tra il birrificio Amarcord e il Birrificio Pinta di Zywiec. La selezione di luppoli unita al mosto di un vitigno del Sangiovese Podere Vecciano hanno dato vita a una birra rosè con le caratteristiche note di vino e frutta rossa che si ritrovano nel sapore fragrante e morbido.

Per questo progetto sono stati rispettati i tempi del vigneto: si sono attese le condizioni climatiche ideali e l’adeguata maturazione dei grappoli. Le uve di Sangiovese sono state portate rapidamente nel birrificio Amarcord. Il mosto di Sangiovese è stato aggiunto a freddo al mosto di birra, per mantenere le caratteristiche organolettiche e la fragranza di un prodotto agricolo così delicato.

“Ho selezionato la stessa uva che utilizziamo per fare il nostro Sangiovese Rosé Brut biologico - ha spiegato Davide Bigucci titolare del Podere Vecciano - era l’uva migliore per questo progetto. La mia idea era quella di impiegare un vitigno autoctono, per una birra fortemente legata al nostro territorio, ma al tempo stesso volevo la sicurezza di un’uva che avrebbe potuto dare una certa fragranza e morbidezza (caratteristiche che abbiamo poi ritrovato nel mosto), ed ero certo di quella partita proprio perché la impieghiamo già nel nostro Sangiovese Rosé Brut. Volevo un’uva dalla buona maturazione e buon equilibrio, con una determinata fragranza e freschezza che si potessero esprimere e abbracciare pienamente il mosto di birra”.

Mosto di birra e mosto di vino freschi hanno una lenta metamorfosi ad opera dei lieviti. Una fermentazione ibrida con un ceppo enologico e successivamente con uno selezionato nel birrificio romagnolo, che ha dato origine alla Amarcord IGA.

Amarcord IGA è stata realizzata con una massiccia dose di mosto di Sangiovese di Romagna, che ha donato il colore rosa e le fresche, fruttate note dell’uva e del vino, arricchite da un profilo luppolato fine ed elegante. Il tutto coronato dalle note di crosta di pane dei malti d’orzo chiari.


Condividi su: