Bio o non bio: la sorte dell’idroponica

Bio o non bio: la sorte dell’idroponica

AquaFarm, in programma a Pordenone il 15 e 16 febbraio ospiterà il dibattito sulla certificazione dei metodi di produzione e dei prodotti da vertical farming, acquaponica e colture fuori suolo.

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23

Gennaio
2018

AquaFarm, in programma a Pordenone il 15 e 16 febbraio, ospiterà il dibattito sulla certificazione dei metodi di produzione e dei prodotti da vertical farming, acquaponica e colture fuori suolo.

È possibile certificare come biologico un impianto idroponico ed etichettare i suoi prodotti con il logo identificativo?

In Europa no, dato che la definizione europea implica la presenza di suolo a contatto con la roccia di base. Negli Stati Uniti, dove il dibattito è stato molto acceso, le coltivazioni fuorisuolo e l’aquaponica hanno vinto. È quindi possibile farle rientrare nelle produzioni biologiche.

Di ciò si occuperà AquaFarm nella sessione di apertura dedicata a “Post-bio: le certificazioni nelle colture soilless” con un’agenda di relatori di livello internazionale.

La sessione sarà moderata da Paolo Battistel, agronomo e consulente, che fornirà anche l’inquadramento del problema e lo stato dell’arte del dibattito.

Seguirà poi l’intervento di Peter Jens, direttore della Fondazione Pura Natura, da dieci anni sul fronte più avanzato della battaglia per il riconoscimento a livello europeo dell’idroponico come metodo di coltura biologico.

Marc Horler, operations manager dell’Association for Vertical Farming (AVF), illustrerà per la prima volta in Italia il progetto per la certificazione delle vertical farm, dal processo al prodotto. AVF è stato da subito partner attivo e fondamentale per AquaFarm e il suo impegno verso la divulgazione delle nuove colture fuori suolo e il consolidamento degli operatori in una comunità di conoscenze.

Non solo le certificazioni organiche: durante la giornata verranno affrontati altri metodi quali il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) uno schema di certificazione volontario per tutti quei prodotti agricoli e agroalimentari ottenuti con tecniche di produzione integrata e Friend of the Earth, che verrà presentato da Paolo Bray, fondatore e direttore anche dello schema internazionale Friend of the Sea. 


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