Biologico, un settore da 4,3 miliardi

Biologico, un settore da 4,3 miliardi

Per l'Osservatorio Sana 2020 in Italia aumentano le famiglie acquirenti e l’incidenza del bio sul carrello alimentare che passa dal 2,2% del 2014 al 3,6%

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

12

Ottobre
2020

Le vendite di biologico italiano sul mercato interno nel 2020 superano, in valore, i 4,3 miliardi di euro registrando una crescita costante in tutti i canali distributivi e in particolare nell’e-commerce: lo afferma l'Osservatorio Sana, promosso da BolognaFiere e a cura di Nomisma, con la collaborazione di AssoBio, FederBio e il sostegno di ICE.
La fiducia dei consumatori verso la filiera aumenta: sale progressivamente l'icremento delle famiglie acquirenti e l’incidenza del bio sul totale del carrello alimentare (che passa dal 2,2% del 2014 al 3,6% di quest’anno): 3,9 miliardi del totale sono infatti riferibili ai consumi domestici, +7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Fatta eccezione per il canale della ristorazione commerciale e collettiva, che segna un calo del -27% rispetto all’anno precedente il cui andamento riflette gli effetti del lockdown, il mercato domestico conferma il trend positivo favorito dalla crescente attenzione dei consumatori italiani verso i prodotti green, locali e sostenibili.

La fiducia dei consumatori in questi prodotti è rafforzata dalla presenza di un sistema di certificazione comunitario che disciplina il metodo di produzione, l’etichettatura e il controllo.

I canali di vendita

I negozi specializzati bio in catena e indipendenti segnano un balzo del +8%. Molto positiva la dinamica delle vendite nella componente "altri canali" che include negozi di vicinato, farmacie, mercatini, GAS, siti aggregatori di produttori: con 836 milioni di euro nel 2020 mette a segno una crescita +10%.

Ottime le performance nell’e-commerce in cui le vendite di biologico registrano una crescita a 3 cifre (+143% rispetto al 2019) superiore a quella ottenuta dalle vendite online di prodotti alimentari in generale (+125%). Dopo il boom nel periodo lockdown, le vendite di bio dell’e-commerce continuano a mantenere un ritmo di crescita elevato e più performante degli alimentari, in generale riportando un +182% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Le esportazioni

Più che positiva, nonché superiore a quella registrata dall’export agroalimentare nel suo complesso, la performance dell’export bio: nel 2019 le vendite di prodotti agroalimentari italiani bio sui mercati internazionali hanno raggiunto quota 2.425 milioni di euro, mettendo a segno una crescita del 7% rispetto all’anno precedente contro una variazione del +4% registrata dall’export agroalimentare nel suo complesso (43 miliardi nel 2019). Nel 2020 l’export di prodotti biologici raggiungerà i 2.619 milioni di euro (stime Nomisma) mantenendo un ritmo di crescita del 8% rispetto al 2019, con un incidenza del 6% sul totale export agroalimentare italiano.

La filiera

I dati di SINAB del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari evidenziano come nel 2019 la superficie biologica sul territorio italiano sia cresciuta di 35.000 ettari rispetto al 2018 (+1,8%), sfiorando i 2 milioni di ettari (15,3% della SAU bio europea). Crescita italiana delle superfici bio che, letta nel lungo periodo, ha visto un incremento del 79% negli ultimi 10 anni.

In termini assoluti l’Italia rappresenta il terzo Paese per superficie bio, preceduta da Spagna (2,35 milioni di ettari, +4,8% rispetto al 2018) e Francia (2,241 milioni di ettari, +10,1% rispetto al 2018).
L’Italia si distingue, però, per incidenza sul totale della SAU che oggi raggiunge il 15,8%, mentre per la Spagna si ferma al 10,1% e per la Francia all’8,1%.

In parallelo la crescita riguarda anche il numero degli operatori biologici, che hanno raggiunto le 80.643 unità nel 2019 (+2% rispetto al 2018). Di questi, 58.697 sono aziende agricole che rispetto all’annualità precedente registrano una lieve flessione (-0,4%).
Gli agricoltori-trasformatori sono la categoria che più è cresciuta (+14% rispetto al 2018), raggiungendo le 11.843 unità.
Anche le aziende di trasformazione hanno fatto registrare un aumento più contenuto (+3%), raggiungendo le 9.576 unità.
In crescita (+12%) anche il numero di importatori, pari a 527 nel 2019.


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