Bio: aumentano i consumi. E il DL è ancora fermo al Senato

Bio: aumentano i consumi. E il DL è ancora fermo al Senato

Bloccata da 60 emendamenti, la legge è fondamentale per sviluppare la filiera, come chiedono i green new deal europeo e italiano. Assobio sollecita l'immediata approvazione

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

01

Luglio
2020

La legge sul biologico si è impantanata al Senato e le associazioni di filiera chiedono che venga approvata al più presto senza modifiche, così da dare al comparto gli strumenti per reggere una concorrenza internazionale sempre più aggressiva. Il DL è importante perché riconosce e sostiene l’agricoltura biologica e biodinamica, indica formazione, ricerca e innovazione quali azioni per sostenere il settore, istituisce un Fondo per la ricerca, che è attività cruciale per estendere e qualificare la coltivazione su superfici maggiori grazie a tecniche e prodotti innovativi. Il disegno di legge contempla la costituzione delle Associazioni dei Produttori e della Interprofessione, e anche dei Distretti biologici.

Nel 2019 il testo è stato approvato rapidamente e all'unanimità dalla Camera, con l'appoggio delle organizzazioni agricole italiane. Sono passati 15 mesi e al Senato, una sessantina di emendamenti hanno fermato la discussione.

 Il disegno di legge è anche fortemente coerente con la nuova strategia in materia di cibo del Green Deal lanciato dalla Commissione europea. A maggior ragione, in questo periodo di crisi sanitaria ed economica, sarebbe opportuno adottare scelte che, attraverso un nuovo modello di sviluppo, possano supportare la ripresa economica.

Sostenere la sostenibilità

Il biologico ha rappresentato negli ultimi anni un modello valido per rispondere alle attese del consumatore, sempre più consapevole dell'importanza di prodotti salubri e sostenibili. La fiducia dei consumatori è rafforzata dal sistema di certificazione comunitario che disciplina in modo chiaro e comprensibile il metodo di produzione, l’etichettatura e il controllo. La pandemia Covid-19 ha aumentato la consapevolezza di quanto siano delicate e complesse le interazioni tra attività umane, ambiente e salute.

"I requisiti di natura igienico-sanitaria degli alimenti rappresentano ormai dei pre-requisiti minimi necessari ma non più sufficienti: il consumatore di oggi - afferma Jacopo Orlando, Vice-Presidente AssoBio - tende ad orientarsi verso modelli di consumo alimentare che privilegiano prodotti ottenuti con metodi che rispettano l’ambiente e tutelano la biodiversità, assicurano un più elevato livello di benessere degli animali, garantiscono un uso consapevole delle risorse. Da questo punto di vista, il trend di crescita del mercato dei prodotti biologici si spiega proprio come la risposta a questa domanda di mercato."

I consumi crescono

Non è un caso che anche durante il periodo di lockdown, gli acquisti di prodotti biologici siano aumentati (+11%), con una forte accelerazione nel periodo compreso fra il 9 marzo e Pasqua (+20%).
Di converso, per quanto riguarda le superfici bio, i primi 5 mesi del 2020 evidenziano circa 10.000 ettari certificati in più, solo +0,57%. "Ecco dunque l’opportunità che stiamo perdendo - afferma Roberto Zanoni, Presidente di AssoBio - invece di rispondere alla crescente domanda interna con nuovi terreni coltivati con metodo biologico e nuovi posti di lavoro ci troviamo a dover aumentare l’importazione."

AssoBio chiede una maggiore attenzione al settore da parte del Governo italiano e una chiara strategia nazionale che privilegi le filiere agroalimentari particolarmente attente al tema della sostenibilità ambientale e sociale. Anche secondo la Commissione Europea, il passaggio a un sistema alimentare sostenibile può apportare benefici ambientali, sanitari e sociali, offrire vantaggi economici e assicurare che la ripresa dalla crisi avvenga su un percorso sostenibile.

"La nuova legge che riconoscerebbe il ruolo ambientale e sociale dell’agricoltura biologica in Italia è coerente con l’obiettivo strategico della Commissione europea, ovvero fare del settore agroalimentare europeo una eccellenza assoluta anche in termini di sostenibilità socio-ambientale, esprimendo un nuovo riferimento di valore a livello globale. L’auspicio di AssoBio - conclude Zanoni - è che l’Italia sappia cogliere questa grande occasione, mettendo a sistema le esperienze che il settore biologico ha maturato negli anni."


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