Battaglia OMS contro grassi e sale. Non si tocchi il made in Italy

Battaglia OMS contro grassi e sale. Non si tocchi il made in Italy

È allo studio da parte dall'Agenzia per la Salute dell'ONU un progetto che induca a frenarne i consumi nei Paesi membri anche con simboli sulle etichette. Insorge la filiera italiana: secondo Coldiretti il 33% dei nostri prodotti potrebbe essere colpito

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

18

Luglio
2018

ONU e OMS fanno il loro lavoro e proseguono nella battaglia contro gli alimenti ricchi di grassi saturi, sale, zuccheri e contro l'alcol e il fumo, al fine di ridurne il consumo e prevenire le malattie non trasmissibili, da quelle cardiovascolari alle metaboliche. Da una settimana è stata avviata una discussione per approdare a un progetto che induca i Paesi membri a frenare il consumo, in particolare del sale, anche tramite l'utilizzo di etichette da applicare a questo prodotto.
Tutto nasce da un report del giugno scorso, Time To Deliver, in cui l'OMS presenta una serie di possibili raccomandazioni ai Paesi per ridurre l'impatto negativo di questi cibi e migliorare la regolamentazione, fra le quali però non viene menzionata una maggiore tassazione, ad eccezione di quella sull'alcol e tabacchi, come invece era accaduto con una precedente proposta riguardo alle bibite dolci e gassate. Il tema sarà affrontato il prossimo 27 settembre a New York, in occasione della terza riunione convocata per valutare i progressi compiuti nella lotta alle malattie non trasmissibili.
Nel documento, in cui si fa riferimento alla riduzione del sale anche tramite la fissazione di livelli nei prodotti alimentari e tramite campagne di informazione sui media, non sono esplicitamente menzionati alcuni prodotti italiani ma potrebbero finire nel mirino dell'OMS eccellenze nostrane come il Parmigiano, il prosciutto, l'olio extravergine.

L'industria alimentare gioca d'anticipo e rilascia immediatamente note stampa: secondo Assica, l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, "non esistono cibi buoni e cattivi quando viene incentivato un regime alimentare moderato e variegato, come del resto indica la stessa Dieta mediterranea".
In un tweet il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia usa toni molto tranquilli e proporzionati rispetto a quello che è solo una discussione in seno all'ONU: "Parmigiano, Prosciutto, pizza e olio nuocciono gravemente alla salute, come una sigaretta. #OMS e #ONU dichiarano guerra al diabete e alle malattie cardiovascolari con attacco strumentale e inaccettabile". Ma Scordamaglia è in buona compagnia: ''Una risoluzione di questo tipo, sebbene non comporti l'obbligo di ricevimento da parte degli Stati Membri, causerebbe un considerevole danno d'immagine all'agroalimentare nazionale; basti pensare, infatti, che a essere colpiti potrebbero essere il vino, l'olio d'oliva, il parmigiano reggiano e il prosciutto di parma, prodotti simbolo del made in Italy, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo", fa notare il presidente di Copagri Franco Verrascina.

Non poteva mancare il grido d'allarme di Coldiretti: "L'annuncio dell'ONU di voler tassare (provvedimento che in questo momento non è allo studio ndr) olio d'oliva, Parmigiano reggiano, Grana, prosciutto e vino equiparandoli a cibi dannosi per la salute, colpisce oltre un prodotto agroalimentare made in Italy esportato su tre". Coldiretti denuncia così l'atteggiamento schizofrenico dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, che da una parte riconosce il valore della Dieta Mediterranea come la migliore tanto da essere stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità, ma dall'altra pensa di colpire gran parte degli alimenti che ne fanno parte. Sulla scorta dei sistemi di etichetta a semaforo adottati in Gran Bretagna e Francia, precisa Coldiretti che l'

"ONU il 27 settembre si prepara a penalizzare i prodotti che contengono zuccheri, grassi e sale, equiparandoli alle sigarette con l'inserimento di immagini choc sulle confezioni per scoraggiarne il consumo, mentre darebbe il via libera a tutti i prodotti dietetici e poveri di zuccheri delle multinazionali, come ad esempio le bibite gassate ricche di aspartame. Una posizione priva di solide basi scientifiche.

"Alle nazioni Unite - denuncia il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - si cerca di affermare un modello alimentare fuorviante, discriminatorio e incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta".


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