Banditi ufficialmente i TFA negli USA

Banditi ufficialmente i TFA negli USA

Gli acidi grassi transgenici identificati come responsabili dell’insorgere di malattie cardiache, di obesità e di diabete

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20

Giugno
2018

I TFA (transgenic fatty acid) erano già stati dichiarati insani nel 2015 dalla F.D.A. e sono stati banditi dai supermercati e dai ristoranti statunitensi lunedì 14 maggio 2018, dall’W.H.O. a causa delle morti premature ad essi collegate.
Con l’acronimo TFA si identificano gli acidi grassi insaturi che contengono uno o più doppi legami C=C in posizione trans1. Per questa loro caratteristica sono più stabili e presentano un punto di fusione più alto, garantendo una più elevata shelf-life del prodotto finito. Scarsamente presenti in natura sono in larga misura ottenuti attraverso processi industriali di raffinazione o di idrogenazione dei grassi vegetali.

Una dieta ricca di TFA è stata messa in relazione a un aumentato rischio di malattia aterosclerotica.
Uno studio osservazionale retrospettivo, condotto negli Stati Uniti, ha paragonato le ospedalizzazioni per eventi cardiovascolari (infarto miocardico e ictus) nelle 11 contee dello stato di New York in cui è stata introdotta una restrizione nella commercializzazione di alimenti ricchi di TFA rispetto alle 25 nelle quali non vi è alcuna limitazione.
L’analisi dei ricoveri è stata condotta da dicembre 2014 fino a luglio 2016. Sono stati considerati 8.4 milioni di residenti (53.6% donne) nelle contee con limitazioni sui TFA e 3.3 milioni (53.4% donne) nelle altre contee. Dal terzo anno dopo l’introduzione delle restrizioni alimentari si è osservato un declino delle ospedalizzazioni più marcato (-6.2%; IC95% da -9.2% 1 -3.2%) rispetto alle contee senza restrizioni. La differenza risultava ancora più evidente per i casi di infarto (-7.8%; IC95% da -12.7% a -2.8%), meno rilevante e statisticamente non significativa per l’ictus (-3.6%; IC95% da -7.6% a 0.4%)2.

A confermare la poco salubrità dei TFA, in Danimarca, primo Paese al mondo a vietare i TFA nel 2004, si è registrata una diminuzione dei decessi per patologie cardiovascolari di 14,2 unità ogni 100.0002.

Secondo l'OMS la quantità di TFA sicura è al massimo l’1% del totale di calorie giornaliere, che equivale a circa 2,2 grammi di TFA in una dieta da 2.000 calorie al giorno. Considerando che i TFA si formano spontaneamente e sono presenti anche in molti prodotti privi di aggiunte specifiche, qualora non fossero più usati quelli industriali, per assumere 2,2 grammi di TFA bisognerebbe mangiare 150 grammi di formaggio con il 30% di grassi o 50 grammi di burro: una quantità che nessuno consuma, come ha fatto notare Francesco Branca, il direttore del dipartimento nutrizione dell’OMS.

Evitando, laddove ancora esistono (e in Italia sono di fatto quasi del tutto scomparsi), gli alimenti addizionati di TFA, si può quindi continuare a mangiare formaggio e a bere latte, limitando il consumo di latte intero e di formaggi troppo grassi. In generale, comunque, i Paesi europei non sono lontani dall’obiettivo dell’1%; in alcuni casi come in Gran Bretagna i TFA sono già al di sotto della soglia (0,5-0,7%) e quelli più a Sud come l’Italia sono in una situazione migliore dato l’utilizzo dell’olio d’oliva piuttosto che dei grassi saturi.

Se da un lato è vero che i Paesi industrializzati stanno eliminando il consumo dei TFA, nelle realtà in via di sviluppo si è ben lontani anche da una semplice riduzione. “The reality is that global food companies have done an amazing job reducing trans fats in rich countries but they have largely ignored Asia and Africa,” ha commentato il professor Barry Popkin, nutrition department at the University of North Carolina at Chapel Hill.
M.P.


1. L'isomero trans (dal latino: "di là"), in cui l'orientamento dei due atomi o gruppi funzionali è da parti opposte rispetto al doppio legame
2. Hospital Admissions for Myocardial Infarction and Stroke Before and After the Trans-Fatty Acid Restrictions in New York.JAMA Cardiol. Published online April 12, 2017
3. American Journal of Preventive Medicine

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