ASSICA, nuove strategie di comunicazione

ASSICA, nuove strategie di comunicazione

Durante la recente assemblea straordinaria, l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi ha tracciato le linee guida della comunicazione che sarà indirizzata soprattutto ai giovani

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

23

Novembre
2016

Si è svolta a Rho Fiera Milano l’Assemblea straordinaria di ASSICA, Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria, che rappresenta circa 180 aziende del settore della salumeria italiana. Straordinaria perché solitamente l’Associazione si riunisce a giugno, momento in cui presenta i dati del settore. Ma l’esigenza di nominare i componenti dei nuovi Organi Associativi, il Consiglio Generale e gli organi di controllo, ha richiesto un incontro ad hoc. La riunione è stato anche un momento di confronto.

Il Presidente di Assica, Nicola Levoni, alla luce di un anno difficile che si è contraddistinto da continui attacchi al settore, soprattutto sul fronte mediatico, ha illustrato gli obiettivi di comunicazione del comparto.
"Dobbiamo comunicare a tutto tondo i valori delle nostre aziende e dei nostri prodotti a tutti i consumatori, che oggi più che mai sono attenti al mondo dell’alimentazione. In particolare dobbiamo riuscire ad arrivare ad un dialogo costruttivo con i millennials, che oggi hanno un ruolo chiave nel guidare il mercato e che verso il consumo dei prodotti carnei sono i più critici. Nati tra il 1980 e il 2000, i millennials sono la generazione globale con la passione per il locale, hanno un ruolo attivo nell’acquisto dei prodotti, sono poco influenzati dalla pubblicità e utilizzano molto internet anche per informarsi" ha affermato Levoni.
"Abbiamo bisogno di farci conoscere di più e meglio. Rappresentiamo un settore apprezzato e imitato in tutto il mondo, i dati export ogni anno ci regalano soddisfazioni: i primi sei mesi del 2016, infatti, hanno segnato +7,6% in quantità e +5,2% in valore" ha concluso Levoni.

Rabobank International e Nielsen hanno presentato durante l'assemblea le loro analisi. Justin Sherrard, Global Strategist Animal Protein di Rabobank International, nel suo intervento, oltre a presentare lo scenario economico internazionale, ha analizzato il consumatore mondiale. Sherrard ha evidenziato che il mercato è cambiato: il consumo pro capite della carne e dei salumi è sotto pressione e nel prossimo futuro, dovremmo aspettarci ancora un ulteriore cambiamento. Il consumo di proteine in Europa è rimasto pressoché stabile dal 2005 al 2016, anche se approfondendo l’analisi sul consumo pro-capite (2011-2016), in alcuni Paesi europei si notano differenze evidenti, come ad esempio la Spagna, la Danimarca e la Germania che consumano di più della media europea, mentre l’Italia e la Francia, stanno appena sotto la media. Le abitudini alimentari sono cambiate anche per il consumatore americano, che per tradizione consuma molta più carne: in 8 anni (2009-2016) è diminuito l’inserimento della carne nell’alimentazione settimanale da 4,1 cene a 3,7 cene a settimana.
Ma come affrontare questa evidente diminuzione di consumo di carne? Rabobank International ha identificato per il settore quattro opportunità. Prima, comprendere come è cambiata la domanda di acquisto. Seconda, coinvolgere i consumatori in tutti gli anelli della produzione. Terza, migliorare i processi produttivi dell’intera filiera in modo da assicurarsi di averne il controllo. Quarta opportunità, proseguire con successo nell’export cercando di aumentare i Paesi di destinazione.

Giovanni Fantasia, Amministratore Delegato di Nielsen Italia, ha esposto un quadro relativo allo stato dei consumi di carni e salumi in Italia e l’identikit del consumatore italiano.
Dalla relazione di Nielsen si è evinto come i consumatori oggi cerchino prodotti sani (34%), green (28%) e con elevato contenuto di servizio (34%). Caratteristiche che poi vengono premiate all’acquisto dove per esempio i secondi piatti pronti hanno +43% o i salumi +8%.
Più in generale, ha spiegato Fantasia, "se dovessimo fare un identikit del consumatore si potrebbe affermare che è più consapevole e attento a stili alimentari salutari, desideroso di conoscere il dietro le quinte dei prodotti, compresi i sistemi di allevamento e il benessere animale. Per informarsi privilegia le fonti ufficiali, come il parere del nutrizionista o del medico specializzato. Verso di lui gioca un ruolo chiave la comunicazione".

Luca Bianchi, Capo Dipartimento delle politiche competitive e della qualità del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha illustrato i contenuti del Piano di Comunicazione istituzionale per il comparto carni e salumi del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Bianchi ha sottolineato che l’obiettivo primario del Piano di comunicazione istituzionale è il recupero della fiducia del consumatore verso il consumo dei prodotti carnei.


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