Approvato il Decreto Clima

Approvato il Decreto Clima

Passa in Senato il "primo assaggio del Green New Deal". Pochi fondi, tante buone intenzioni. Dai trasporti sostenibili alla riforestazione urbana, dalle ZEA ai Caschi Verdi, l'Italia comincia il cammino verso una maggiore sostenibilità ambientale?

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22

Novembre
2019

Il 21 novembre 2019 è stato approvato in Senato il Decreto Clima. Per il Ministro Sergio Costa rappresenta il "primo pilastro del Green New Deal. Il dibattito parlamentare lo ha arricchito e migliorato. E ora velocemente alla Camera per approvare la prima legge del governo sul clima."

Ad agosto 2019, l'IPCC, il Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici dell’ONU, ha presentato il rapporto speciale su Cambiamenti clima­tici, desertificazione, degrado terrestre, so­stenibilità del territorio, sicurezza alimentare e flussi di gas serra negli ecosistemi terre­stri nel quale si evidenzia la stretta rela­zione che sussiste fra tutti questi fattori e le anomalie climatiche cui stiamo assistendo negli ultimi anni. Il rapporto, realizzato da 66 ricercatori da tutto il mondo, ha messo in luce una serie di dati allarmanti e analizzato possibili misure per ridurre le emissioni di gas serra e limitare il riscaldamento glo­bale. Tra queste: il ripristino del territorio e la gestione del carbonio organico nel suolo, la conservazione degli ecosistemi, la riduzione della deforestazione e del de­grado, la riduzione della perdita e dello spreco di cibo.

In questo scenario si colloca il Decreto Clima, un provvedimento che mira all'abbattimento delle emissioni e che, nelle intenzioni del Governo, rappresenta un primo passo per il contrasto ai cambiamenti climatici. La normativa interviene in tutti i settori conside­rati vulnerabili ai cambiamenti climatici: acqua, agricoltura, biodiversità, costruzioni e infrastrutture, energia, preven­zione dei rischi industriali rilevanti, salute umana, suolo e usi correlati, trasporti. La ratio è quella di incentivare comportamenti e azioni virtuosi programmando una serie di interventi a più livelli.
Di seguito, i punti principali del decreto:

  • Buono mobilità: per le città e le aree sottoposte a infrazione europea sulla qualità dell’aria, sono stanziati fino a 1500 euro per la rottamazione dell’auto fino alla classe euro 3 e fino a 500 euro per i motocicli sino agli euro 2 e 3 a due tempi. Per un totale di 255 milioni di euro. Questo bonus può essere rinvestito in servizi ambientalmente sostenibili come abbonamenti al trasporto pubblico locale o regionale, acquisti di biciclette, utilizzo di servizi di mobilità condivisa e di altri servizi simili. Si tratta di centinaia di città, per circa 25 milioni di abitanti, nelle regioni: Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto.
  • Corsie preferenziali per i comuni: Istituito un fondo di 40 milioni per i comuni per la realizzazione, il prolungamento, l’ammodernamento o la messa a norma di corsie preferenziali. Questo permette al trasporto pubblico locale di raggiungere più velocemente la propria destinazione incentivando l’uso dei mezzi pubblici.
  • Trasporto scolastico ecologico - Scuolabus green: istituito un fondo di 20 milioni da destinare ai comuni per realizzare o implementare il trasporto scolastico con mezzi ibridi, elettrici per i bambini delle elementari e medie.
  • Riforestazione Urbana - Foreste urbane: 30 milioni per 2020 e 2021 per la piantumazione e il reimpianto di alberi, di silvicoltura, creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane.
  • ZEA: Nascono le Zone Economiche Ambientali, che corrispondono ai parchi nazionali, che prevedono agevolazioni e vantaggi fiscali per i comuni ricadenti nelle aree parco e per chi volesse aprire al loro interno attività imprenditoriali ecosostenibili
  • Stop infrazioni per discariche e depurazioni: saranno aumentati i poteri, le risorse e gli uomini ai commissari che si occupano di bonificare le discariche abusive e la depurazione delle acque.
  • Programma Italia Verde: ogni anno un comitato istituito presso il Ministero dell’Ambiente premierà la città Capitale Verde d’Italia, cioè la città che avrà presentato progetti di riconversione green più innovativi ed efficaci. Con un fondo di 3 milioni per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022, si darà poi la possibilità alla città di realizzare i progetti.
  • Trasparenza dei dati ambientali: i soggetti pubblici, concessionari di servizi pubblici dovranno rendere disponibili in rete, in formato aperto e accessibile, i risultati delle rilevazioni effettuati. Entro 6 mesi i gestori di centraline e di sistemi di rilevamento automatico dell’inquinamento atmosferico, della qualità dell’aria e di altre forme di inquinamento e i gestori del servizio idrico dovranno assicurare la visualizzazione delle informazioni. Il tutto confluirà in un database pubblico realizzato da ISPRA.
  • Io non compro rifiuti: parte la sperimentazione per dotare i negozi di vicinato, a partire da quelli piccoli e dalle botteghe, di green corner per la vendita di prodotti sfusi, nonché per promuovere l’apertura di nuovi negozi interamente green. Messi a disposizione 40 milioni di euro in totale divisi per ciascuna di due annualità, per i commercianti fino a 5mila euro per ciascuno, per la realizzazione dei “Green Corner”.
  • Campagna di informazione: con circa 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022, si vuole incentivare una diffusa campagna di informazione green nelle scuole. Il fondo è destinato a finanziare progetti, iniziative, programmi, campagne. I bandi saranno preparati di concerto con il Miur.
  • Macchinette mangia-plastica: con una dotazione di 27 milioni di euro si finanziano i comuni e gli esercizi commerciali della grande distribuzione che vorranno dotarsi di macchinette cosiddette mangia-plastica: cioè che raccolgono bottiglie di plastica e in cambio restituiscono un piccolo bonus  
  • Caschi verdi: prendendo a riferimento i caschi blu per la cultura, vengono ora istituiti i caschi verdi per l’ambiente da impiegare per iniziative di collaborazione internazionale volte alla tutela e salvaguardia ambientale delle aree nazionali protette e delle altre aree riconosciute in ambito internazionale per il particolare pregio naturalistico, con uno stanziamento di complessivi 6 milioni di euro.
  • Trasformazione del CIPE in CIPESS: a decorrere dal 1° gennaio 2021 il Comitato interministeriale per la programmazione economica assume la denominazione di Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS), al fine di valorizzare gli aspetti ambientali nelle decisioni di politica economica.
  • Fondo per il rimboschimento e la tutela ambientale e idrogeologica delle aree interne: viene istituito un fondo volto a incentivare interventi di messa in sicurezza, manutenzione del suolo e rimboschimento attuati dalle imprese agricole e forestali, con dotazione pari a 1 milione per l'anno 2020 e a 2 milioni per l'anno 2021.
  • Fondo qualità dell’aria: dopo tanti anni, viene rifinanziato il fondo per la qualità dell’aria “prenotando” le risorse che affluiranno sul bilancio del Ministero dell’ambiente dalle “aste verdi”.
  • Tavolo interministeriale per l’emergenza climatica: è istituito presso il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare il tavolo permanente interministeriale sull'emergenza climatica al fine di garantire l’attuazione del Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria.

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