Approvata legge su agricoltura sociale

Approvata legge su agricoltura sociale

L'obiettivo è che l'agroalimentare diventi strumento di riabilitazione e inclusione, non solo un'opportunità economica e di sviluppo. Con un occhio di riguardo alla multifunzionalità delle aziende agricole

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

05

Agosto
2015

È stata approvata in via definitiva la legge sull'agricoltura sociale. Ne dà notizia il Mipaaf che, per voce del ministro Martina, ha così commentato: "Dotare l'Italia nell'anno di Expo di una legge sull'agricoltura sociale non è solo una buona notizia, è una grande opportunità e il riconoscimento del lavoro che migliaia di esperienze portano avanti ogni giorno sui territori. Con questo provvedimento abbiamo rimesso al centro la tutela della persona, creando una sinergia virtuosa tra obiettivi economici e responsabilità sociale".

La gratitudine del ministero va agli imprenditori di Agricoltura Sociale che hanno aperto la strada a un nuovo modo di concepire il lavoro agricolo: inserimenti lavorativi di persone svantaggiate, fattorie didattiche, agri-nido e agri-asilo. Ricordiamo che questo settore conta quasi mille esperienze su tutto il territorio nazionale, con oltre 200 milioni di euro di fatturato.

Di seguito le principali novità introdotte dalla legge.
Intanto è definita l'agricoltura sociale: in questo ambito rientrano le attività che prevedono:
- l'inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale;
- prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l'uso di risorse materiali e immateriali dell'agricoltura;
- prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l'ausilio di animali e la coltivazione delle piante;
- iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l'organizzazione di fattorie sociali e didattiche;
Le Regioni, nell'ambito dei Piani di Sviluppo Rurale, possono promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, con particolare riguardo alle pratiche di progettazione integrata territoriale e allo sviluppo dell'agricoltura sociale.
Le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono inserire come criteri di priorità per l'assegnazione delle gare di fornitura la provenienza dei prodotti agroalimentari da operatori di agricoltura sociale.
I Comuni prevedono specifiche misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall'agricoltura sociale nel commercio su aree pubbliche.
Gli enti pubblici territoriali prevedono criteri di priorità per favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nell'ambito delle procedure di alienazione e locazione dei terreni pubblici agricoli.
Gli enti pubblici territoriali possono dare in concessione, a titolo gratuito, anche agli operatori dell'agricoltura sociale i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.
Viene istituito l'Osservatorio sull'agricoltura sociale, nominato con decreto del Mipaaf. È chiamato a definire le linee guida in materia di agricoltura sociale e assume funzioni di monitoraggio, iniziativa finalizzata al coordinamento delle iniziative a fini di coordinamento con le politiche rurali e comunicazione.


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