"Applicare integralmente la legge contro il caporalato"

Per la neoministra Bellanova la normativa funziona ma va fatta valere in ogni sua parte. Annunciato un tavolo di filiera per riequilibrare la catena del valore "restituendo dignità al lavoro agricolo"

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

09

Settembre
2019

La ministra delle Politiche agricole alimentari, forestali Teresa Bellanova è entrata subito nel vivo del lavoro intervenendo sul caporalato, tema che da lungo tempo conosce, già da quando a 15 anni divenne capolega della federazione dei braccianti della CGIL nella Camera del lavoro di Ceglie Messapica e cominciò a lottare contro questa maledetta piaga.

"La Legge contro il caporalato di cui si è dotato il nostro Paese è una norma eccellente, considerata best practice a livello europeo, ma che deve essere fatta funzionare completamente. Deve essere infatti chiaro che quella non è solo una norma repressiva ma contiene in sé una parte preziosissima legata alla prevenzione e alla rete del lavoro agricolo di qualità". Secondo Bellanova va spezzato il legame malato e illegale tra caporali e imprese, e tra caporali e lavoratori. E bisogna intervenire duramente sui rapporti che i caporali impongono ai lavoratori migranti sul versante dei servizi: trasporti e luoghi di residenza.

Secondo Bellanova lo "sforzo enorme va fatto non contro le aziende ma con le aziende, perché il caporalato significa concorrenza sleale e danneggia quelle imprese, e sono tantissime, che operano nella legalità, con esiti eccellenti. E che va fatto con i consumatori e la grande distribuzione. Se una lattina di pomodoro costa 50 centesimi da qualche parte qualcuno sta pagando un prezzo altissimo, spesso con la vita. Una spirale che va assolutamente spezzata".

Il ministro incontrerà nei prossimi giorni le imprese della produzione, della trasformazione, della distribuzione, per riequilibrare la catena del valore e far funzionare correttamente i rapporti di filiera.


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