Antimicrobici veterinari: aumenta del 6% il consumo in UE

Antimicrobici veterinari: aumenta del 6% il consumo in UE

Lo afferma il report ESVAC-EMA. Disponibile anche il rapporto italiano del Ministero della Salute

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26

Novembre
2021

L’EMA, Agenzia europea per i medicinali, ha pubblicato l'undicesimo Rapporto annuale sulla sorveglianza europea del consumo di antimicrobici veterinari. Il documento riporta i dati forniti da 30 Paesi dell’UE/SEE (incluso il Regno Unito come Stato membro dell’UE durante gli anni solari coperti dal rapporto) e della Svizzera per 2 anni (2019 e 2020), e mostra come l’uso di antimicrobici negli animali sia stato sostanzialmente ridotto. Gli sforzi compiuti dal settore della salute animale negli ultimi anni hanno ottenuto una diminuzione del 43,2% delle vendite complessive di antimicrobici veterinari tra il 2011 e il 2020 nei 25 Paesi in Europa che hanno fornito dati durante questo periodo.

C'è però un dato allarmante e in controtendenza: è stato registrato un aumento del 6% delle vendite complessive per i 25 Paesi nel 2020 rispetto al 2019.

Confermata invece la tendenza alla diminuzione per gli antibiotici di importanza critica, classificati dall’EMA nella categoria AMEG B. Le vendite di quegli antimicrobici considerati di fondamentale importanza nella medicina umana, sono diminuite tra il 2011 e il 2020 e hanno rappresentato il 6% delle vendite totali nel 2020. In particolare, le vendite di cefalosporine di terza e quarta generazione sono diminuite del 33%, le polimixine del 76%, i fluorochinoloni del 13% e le vendite di altri chinoloni sono diminuite dell’85%. Queste classi includono gli antimicrobici usati per trattare le infezioni gravi nell’uomo causate da batteri resistenti alla maggior parte degli altri trattamenti antimicrobici. Negli animali, dovrebbero essere usati con restrizioni al fine di preservarne l’efficacia e mitigare il rischio per la salute pubblica, come indicato nella categorizzazione dell’Antimicrobial Advice Ad Hoc Expert Group (AMEG).

La situazione in Europa è molto diversa nei vari Paesi. Durante il periodo di riferimento (2010-2020), le vendite (in mg/PCU) sono diminuite di oltre il 5% (calo delle vendite compreso tra l’11,7% e il 60,4%) in 19 dei 25 Paesi, mentre in quattro paesi le vendite sono aumentate di oltre il 5% (aumento nelle vendite tra l’8,6% e il 79,3%).
È probabile che le variazioni nelle vendite dichiarate (mg/PCU) e nei modelli di vendita siano dovute in parte alle differenze nell’insorgenza di malattie batteriche, nella composizione della popolazione animale e nei sistemi di produzione.

Animali da reddito

La tabella mostra l’andamento delle vendite annuali antimicrobici per animali da produzione alimentare, inclusi cavalli e pesci d’allevamento, in mg/PCU, per Paese dal 2010 al 2020.

Il grafico sotto riporta la distribuzione delle vendite degli antimicrobici per classi, dal quale si evince che i premix e le polveri e soluzioni orali rappresentano l’86,9% del totale. Tali preparazioni sono generalmente impiegate nei monogastrici e nei ruminanti solo negli animali in allattamento in cui non sono ancora sviluppati i prestomaci.

Focus Italia

Nel 2020 è stata osservata in Italia una riduzione del 51% delle vendite annuali di antimicrobici utilizzati negli animali da produzione alimentare (181,8 mg/PCU) rispetto al 2011 (371 mg/PCU). Sembrerebbe esserci una correlazione tra questo calo e una riduzione generale delle vendite della maggior parte delle classi terapeutiche, in particolare penicilline, tetracicline e sulfonamidi. Nel 2020, le classi di antimicrobici più vendute sono state: penicilline, tetracicline e sulfonamidi, che hanno rappresentato il 33,6%, 26,9% e 14,7%, rispettivamente, delle vendite totali.
Sales of veterinary antimicrobial agents in 31 European countries in 2019 and 2020 - Trends from 2010 to 2020 Eleventh ESVAC report →
La scheda relativa all’Italia può essere scaricata qui →

Il 3° Report italiano sulle vendite di medicinali veterinari contenenti sostanze antibiotiche

Contemporaneamente alla pubblicazione dell’Eleventh ESVAC report, predisposto dall’Agenzia Europea per i medicinali, è stata messa online la Relazione nazionale contenente l’analisi e i trend delle vendite di antibiotici in Italia, per il periodo di riferimento 2019-2020.
In base alle rilevazioni, nel 2020 si conferma la tendenza alla diminuzione delle vendite totali, pari al 38,3% rispetto al 2016, punto di partenza per la verifica del raggiungimento dei target prefissati dal Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR 2017-2020). Una riduzione ancor più significativa se si considera il calo del 56,8% rispetto ai dati del 2010. Il trend nazionale in diminuzione si conferma in modo marcato per tutte le classi di antimicrobici.

Un’attenzione particolare è rivolta a quelle classi di antibiotici il cui utilizzo negli animali può avere effetti sulla salute pubblica per il possibile sviluppo della resistenza antimicrobica e incluse nella categoria B Restrict della categorizzazione AMEG (Antimicrobial Advice Ad Hoc Expert Group) e classificate tra gli Highest Priority Clinically Important Antimicrobials nella lista della World Health Organization (WHO), che rappresentano una piccola proporzione delle vendite totali (circa l’1,6%). La riduzione più evidente è sicuramente quella relativa alle vendite per la classe delle polimixine (95,4%) rispetto al 2016. Altri decrementi riguardano gli altri chinoloni, con un calo del 67,6%, le cefalosporine di III eIV generazione con un ribasso del 56,9% e i fuorochinoloni con una riduzione del 47,2%.

Si riscontra, infine, una contrazione del 40% delle vendite di agenti antimicrobici autorizzati in forme farmaceutiche impiegate per il trattamento di gruppo, attraverso la somministrazione in soluzioni (acqua di abbeverata, siero di latte, broda ecc.), come mangimi medicati (premiscele) o il top dressing (polveri orali).

Il Ministero della Salute ricorda che dal 16 aprile 2019, l’Italia si è dotata del sistema informativo di tracciabilità dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati, comprendente anche la ricetta elettronica veterinaria (REV) che rende più efficace il monitoraggio non solo delle vendite, ma dell’effettivo consumo dei medicinali negli animali.
I numeri relativi all’anno 2020 rappresentano i dati di dispensazione del medicinale veterinario, come conseguenze di una Ricetta Elettronica Veterinaria, fatta eccezione dei dati delle premiscele che continuano ad essere quelli tramessi dai Titolari di AIC come dato di immissione sul mercato nazionale.

Dati di vendita dei medicinali veterinari contenenti sostanze antibiotiche. Risultati del progetto ESVAC, Anni 2019 - 2020 →

Photo by Ehrecke


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