Antibiotico resistenza in oltre il 60% di carne di pollo testata da Altroconsumo

Antibiotico resistenza in oltre il 60% di carne di pollo testata da Altroconsumo

"Positivo il 63% dei campioni di carne di pollo a Roma e Milano". L’inchiesta è stata condotta in 40 punti vendita: le analisi sono risultate positive ai batteri Escherichia coli resistenti agli antibiotici

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

06

Settembre
2016

Gli studi europei (dati Ecdc-Efsa-Ema) affermano che il 71% degli antibiotici venduti in Italia è per uso animale e il nostro Paese è al terzo posto per utilizzo negli allevamenti, dopo Spagna e Cipro (dati Ema). L’antibioticoresistenza è un problema di salute pubblica di dimensioni globali, che passa per la tavola dei consumatori. Da qui è partita l'inchiesta dell'associazione dei consumatori che ha analizzato 40 petti di pollo acquistati tra Milano e Roma e nella maggior parte dei casi è stato trovato Escherichia coli resistente agli antibiotici: il rischio, appunto, è che diventino inefficaci anche per l'uomo.

L'inchiesta di Altroconsumo ha fotografato il livello di salubrità della carne di pollo in distribuzione al consumatore in 20 punti vendita di Roma e altrettanti a Milano. Il 19% dei batteri trovati - osserva Altroconsumo - è resistente alla Cefepime, antibiotico usato per curare le infezioni delle vie respiratorie e del tratto urinario. In futuro la resistenza potrebbe arrivare al 96%.

Si tratta di un problema strutturale del settore, non solo italiano, quindi: i risultati di un'analoga indagine svolta in Portogallo segnala l'85% dei campioni positivi al test dell'Echerichia coli, in Spagna l'83%, in Belgio, il 76%.

Altroconsumo segnala di aver già inviato lettere formali ai principali avicoltori e alle più importanti catene di distribuzione sollecitando la fine dell'abuso di antibiotici negli allevamenti, prevenendone l'utilizzo investendo sulla salute degli animali, garantendo buone condizioni igieniche e di vita a priori e non solo somministrando farmaci.

Altroconsumo annuncia di aderire quindi alla campagna "Basta antibiotici nel piatto" di Consumer International, che unisce le organizzazioni dei consumatori di tutto il mondo, invitando i consumatori a sollecitare produttori e distributori via mail.

L'indagine

Ecco il dettaglio fornito da Altroconsumo: "Nelle analisi su 40 petti di pollo acquistati a Milano e Roma in supermercati, mercati e macellerie, abbiamo cercato Escherichia coli portatori di tre specifici meccanismi di resistenza e li abbiamo trovati in 25 petti di pollo. Ne abbiamo verificato e accertato la resistenza ad antibiotici come la cefepima, la cefoxitina, la ceftazidima e la cefotaxima, importanti per la cura di infezioni alle vie urinarie e respiratorie anche nell'uomo. Ora, l'E. coli - di per sé e nella maggior parte dei casi - non è pericoloso per la salute ed è presente nella normale flora batterica di uomini e animali: il problema è che, se è antibioticoresistente come in questi casi, una volta arrivato nel nostro intestino può trasferire la sua "potenza" ad altri batteri più rischiosi.
Un paio di buone notizie ci sono: non abbiamo trovato microrganismi resistenti ai Carbapenemi, antibiotici importanti perché ultima spiaggia per infezioni piuttosto serie e non abbiamo rilevato neanche residui veri e propri di antibiotici nel pollo. Questo non vuol dire che non sono stati usati negli allevamenti, ma che - se somministrati - i tempi previsti dalla legge tra la sospensione del farmaco e la macellazione sono stati rispettati e il medicinale è stato metabolizzato bene dall'animale e smaltito.
Alcune precauzioni che è bene prendere

Perché gli antibiotici continuino a proteggerci dagli agenti pericolosi e dalle conseguenti malattie è necessario prendere alcune precauzioni.

In cucina
Lavare bene le mani, prima e dopo aver maneggiato il cibo.
L’unico modo efficace per uccidere i microrganismi consiste nel cuocere bene la carne: è importante che al centro raggiunga una temperatura di almeno 70 °C.
Lavare posate, stoviglie e superfici che sono state a contatto con la carne cruda.
Non mettere mai la carne cotta nello stesso piatto in cui è stata appoggiata da cruda.
Separare in frigo gli alimenti crudi da quelli cotti.

Uso degli antibiotici
Solo il medico può decidere se prescrivere un antibiotico. Se si ha in casa non assumerlo come con i farmaci da automedicazione.
Se prescritto, assumere l’antibiotico per il periodo indicato e con regolarità, cioè agli orari prestabiliti.
Se si è dimenticato di prendere una dose di antibiotico, assumere subito la successiva, ma non assumere mai una dose doppia.
Se la cura antibiotica viene interrotta troppo presto, magari alla scomparsa dei sintomi, potrebbero essere stati eliminati solo i batteri meno resistenti."

PDF - Leggi l'inchiesta


Condividi su: